Le Nuove Botteghe Umanistiche

Gli Ambienti di Studio, Progettazione e Sviluppo, dove trasformiamo «oggetti» inerti e irrelati in «strumenti» di metodo per studiare, con la scienza, le soluzioni e le regole della narrazione artistica, per indagare l’architettura di capolavori immortali, per esplorare la rete delle correlazioni tra le innumerevoli varianti di modelli archetipici, e per scoprire i meccanismi narrativi e compositivi condivisi tra opere distanti tra loro nello spazio, nel tempo, e nelle forme espressive.

I Progetti della Bottega Shakespeare and Co.

Studiare un autore: I Laboratori dedicati ai maestri della narrazione teatrale

È stato arduo decidere a quali autori dedicare un Laboratorio che ne esplorasse l’opera progetto per progetto, con lo stesso studio sistematico che riserviamo a singoli capolavori di autori che abbiamo eletto come nostri e vostri maestri.

Sono molti gli autori di teatro che, a nostro avviso, meriterebbero questo trattamento. Abbiamo deciso di partire con due che hanno avuto un ruolo fondamentale nella nostra formazione in questo campo della narrazione artistica. Essi possono essere considerati al contempo eredi e maestri della tradizione umanistica, essendo stati capaci di sintetizzare e creare archetipi narrativi che invitano a esplorare innumerevoli variazioni in ogni campo della narrazione artistica. Maestri di maestri ed eredi di eredi, grazie a loro possiamo comprendere la lezione che si tramanda da secoli da un grande autore all’altro, arricchendosi di nuovi sviluppi e di nuove contaminazioni con le altre forme della narrazione.

Occuparci di questi autori è per noi un dovere e un piacere, anzitutto perché ci consente di ripulire la loro opera da tante incrostazioni; quelle provocate dalle rivisitazioni degli invidiosi iconoclasti che, attraverso finti omaggi, si sono sentiti legittimati a dissacrare i loro capolavori, riducendoli e manomettendoli per farli arrivare così degradati alle nuove generazioni, da impedire la conoscenza della loro ricchezza e complessità. Inoltre vogliamo divertirci noi stessi a portare alla luce quelli che qualcuno chiamerebbe i «segreti» di questi autori, ma che noi vogliamo più modestamente chiamare le loro straordinarie capacità di inventare intrecci e idearne spettacolari messe in scena.

Queste capacità sono il bagaglio che ogni nuovo autore dovrebbe acquisire per poter elaborare nuove messe in scena, al contempo rispettose e originali, dei testi classici, che attendono solo di essere disseppelliti e sottratti all’incuria e all’oblio per mostrare di nuovo al mondo la loro freschezza e universalità.

Nell’opera di questi autori non ci sono infatti solo i loro contributi alla scrittura teatrale, ma tutti i contributi dei maestri da cui hanno appreso come fare teatro. Ci sono i principi universali e le soluzioni straordinarie che ogni autore dovrebbe conoscere e studiare accuratamente prima di pensare di poter fare teatro come degno erede di tali maestri. Studiare il loro teatro vuol dire studiare il Teatro in generale, perché anche in un singolo capolavoro di questi autori c’è la maggior parte delle soluzioni che sono racchiuse nel resto del teatro mai scritto fino ad oggi. E poi, se si vuole fare arte con il teatro, non si può che imparare dai pochi che ci sono riusciti. E questi autori ci sono riusciti nella gran parte se non nella totalità della loro opera. Questi autori sono insieme antichi e moderni, sono dei «classici»; le loro opere possono essere messe in scena e comprese sempre e ovunque, in qualunque tempo e a qualunque latitudine, perché parlano, all’uomo, dell’uomo, cioè delle sue più intime e segrete pulsioni e ambizioni. Nelle loro opere la commedia e la tragedia convivono mostrando come l’arte richieda la loro integrazione. Nelle loro opere, inoltre, rivive la tradizione favolistica così come la tragedia classica; e la commedia dell’arte si trasforma in arte della commedia, in commedia sofisticata e commedia psicologica. Essi mostrano, con l’esempio, come le teorie scientifiche più attendibili riguardo i meccanismi dell’animo umano possano essere drammatizzate negli intrecci e nei personaggi creati da abili autori-studiosi, come loro stessi, esperti di ogni umano conflitto, e capaci di sublimarlo in narrazioni leggendarie, creando nuova mitologia e dando alla mitologia antica nuove forme.

Da ogni cascame, da ogni succedaneo creato dalla cultura di massa possiamo far risalire i nostri lettori alle opere perfette di questi autori, per farle riscoprire, apprezzare e studiare, e per trarre da esse non solo un grande conforto, ma anche preziosi strumenti di crescita morale e professionale. Gli insegnamenti metodologici di questi autori sono indispensabili tanto per chi vuole occuparsi di teatro per mestiere, quanto per chi vuole «solo» capire il teatro, per poterlo amare di più.

Qualcuno potrebbe pensare che aver scelto Shakespeare significhi per noi aver scelto il più alto rappresentante della drammaturgia anglosassone mentre la scelta di Eduardo De Filippo sia una sorta di omaggio dovuto alla drammaturgia nostrana; ma non è così, perché nessuno dei due – neppure per i loro idiomi, amati da sempre da ogni poeta per le straordinarie potenzialità espressive – porta con sé connotazioni nazionalistiche. Entrambi si collocano ad un livello in cui i confini culturali vengono a cadere e sono sostituiti da quel dialogo tra artisti, scienziati, umanisti che ha continuato a tessersi per secoli nonostante gli scontri sociali e i confini culturali che hanno tentato di dividerli e di opporli tra loro.

A questi autori, appena le nostre limitate risorse ce lo permetteranno, aggiungeremo altri che meritano di stare accanto ad essi, come nostri e vostri maestri, con opere da indagare ed esplorare in modo sistematico.

Per intanto, insieme a questi due laboratori dedicati a due eccezionali autori, abbiamo deciso di dedicare alcuni laboratori a singoli capolavori di altri autori che vorremo farvi conoscere senza i pregiudizi, gli stereotipi, le letture ideologiche li accompagnano, e per farveli apprezzare come artisti, come maestri della narrazione teatrale. Vi invitiamo quindi a conoscere anche i laboratori dedicati ai capolavori del teatro d’arte e di godere dei servizi che ne trarremo.

Per quanto riguarda questi primi due autori di cui vogliamo esplorare e indagare l’opera, per poter giungere a realizzare servizi e prodotti dedicati a diversi capolavori di ciascuno di essi, vi invitiamo ad aiutarci in questa impresa come potrete, sia sostenendoci, affinché possiamo impegnare tutto il tempo necessario per elaborare i Sistemi di Studio Reticolare egli altri servizi, sia manifestandoci il vostro fondamentale apprezzamento per quello che riusciremo ad offrirvi con il lavoro che svolgeremo in questi laboratori, a cui qualcuno tra voi, già preparato, potrà anche collaborare direttamente.

Shakespeare in Mind

è un multi-laboratorio di narrazione, scrittura poliespressiva e messa in scena sotto la guida virtuale dell’erede e  maestro dei maestri, William Shakespeare. Il Laboratorio è attivo già da diversi anni, e grazie ad esso possiamo già mettervi a disposizione i primi risultati che, in versione offline, hanno aiutato negli anni tanti educatori ed aspiranti autori. Ora, in una nuova forma completamente online, ripensati e potenziati, i nostri strumenti di studio si arricchiranno di nuovi titoli shakespeariani e vi consentiranno di entrare nella mente del più grande autore di teatro per capire come funzionano i suoi racconti immortali, per scoprire quali principi narrativi egli utilizza e come sono fatte le soluzioni da lui elaborate per affascinarvi e farvi innamorare dei suoi racconti. In questo laboratorio studiamo come egli riesca a trasformare materiali preesistenti ed eterogenei traendoli dalla cultura popolare come della narrazione artistica, antichi miti, favole e fiabe, novelle cronache medievali e canovacci della commedia dell’arte, per farne racconti che sono diventati lo stato dell’arte non solo per la drammaturgia ma più in generale per la narrazione artistica, al punto che potremmo pensare a Shakespeare come un nostro contemporaneo, come il più grande sceneggiatore vivente (considerando quanti ancora oggi sono esplicitamente ispirati alla sua opera). Grazie, a questo Laboratorio e agli strumenti che ne trarremo per voi, potrete considerare anche voi Shakespeare come il vostro maestro virtuale da cui andare a lezione di teatro, frequentando la nostra Scuola di Narrazione Poliespressiva. Attraverso i suo capolavori, e le messe in scena degne di rappresentarli, indagheremo tanto i meccanismi costanti della sua opera quanto le soluzioni varianti da lui elaborate nell’applicare con sistematicità principi narrativi che lui stesso ha contribuito a portare a perfezione. Ognuno dei progetti shakespeariani che prendiamo in esame in questo laboratorio ci consente infatti di definire principi e al contempo identificare soluzioni in cui sono applicati al meglio dall’autore che più di altri li ha saputi padroneggiare. È soprattutto grazie all’opera shakespeariana che noi stessi abbiamo potuto definire più precisamente i principi che abbiamo identificato in tanti racconti di ogni ambito narrativo. E solo grazie allo studio sistematico dell’opera di Shakespeare abbiamo potuto riconoscere come i medesimi meccanismi siano stati utilizzati dai suoi espliciti o impliciti allievi, che hanno portato anche nel cinema le sue soluzioni narrative poliespressive. L’opera shakespeariana costituisce anche un oggetto perfetto su cui studiare le trasformazioni della scrittura letteraria in scrittura teatrale, per cogliere le reciproche differenze e complementarità, per capire come ragiona un romanziere e un drammaturgo, ma anche per comprendere come la scrittura letteraria contribuisca alla narrazione poliespressiva.

Vai al laboratorio ›

Il commediante e il commediografo

è un multi-laboratorio di narrazione, scrittura poliespressiva e messa in scena sotto la guida virtuale dell’autore-attore più amato, ammirato, invidiato, imitato da quanti vorrebbero raccogliere quell’eredità umanistica di cui lui è ancora il più adeguato e famoso portatore: Eduardo De Filippo. Il Laboratorio è nato con l’intento di mostrare come Eduardo De Filippo meriti un posto di rilievo nell’ambito della nostra tradizione umanistica, oltre che nel teatro di prosa. Infatti i suoi lavori sono spesso confusi, purtroppo, con la materia di cui sono fatti e con gli oggetti di cui narrano, e perciò omologati a quella commedia che ancora non si è liberata dai limiti della commedia dell’arte o che è confluita nella commedia borghese, di valore più che altro antropologico e quindi storicizzabile o ideologizzabile, al contrario del suo teatro che non consente e non richiede di essere contestualizzato e attualizzato per essere apprezzato. Lavorando sulla sua opera noi vogliamo riportare alla luce quegli insegnamenti shakespeariani – intorno ai rapporti tra la finzione esplicita della scena e quella implicita della vita, tra il realismo e la favola, tra il tragico e il comico, tra il mondo come teatro e il teatro come vita nell’arte – che fanno di Eduardo uno dei più degni eredi del maestro dei maestri. Noi vogliamo mostrare come nel suo teatro confluisca tutto il teatro da strada, della commedia dell’arte, dei pupi e delle marionette, delle compagnie di giro, dei commedianti cantastorie, buffoni, clown, pagliacci, maschere; ma vogliamo anche mostrare come in esso si integrino anche la più raffinata commedia goldoniana, molieriana, shakespeariana; e infine vogliamo esplicitare come il suo teatro raccolga la memoria di tanti autori scrittori di fiabe e di commedie, di romanzi e di tragedie, che rivivono in esso. Il suo teatro universale drammatizza, come un racconto morale e filosofico, le teorie scientifiche più convincenti intorno alla natura dell’animo umano; i suoi drammi, da sempre letti come proverbiali perle di saggezza – popolare, scientifica, artistica – hanno tutti il carattere di uno studio in forma di racconto sulle relazioni tra espressioni e sentimenti, tra comunicazione ed espressione, tra inespresso ed espresso. E tutto questo Eduardo lo ottiene utilizzando solo la composizione delle immagini e delle parole – senza l’aiuto della musica – e dotandosi di scenografie tanto realistiche e semplici quanto esplicitamente false e perciò stranianti. Il teatro di Eduardo, a differenza di quello di coloro che sono considerati erroneamente i suoi maestri o eredi, non oppone semplicisticamente la verità alla finzione, ma esplora e indaga tutti i livelli di finzione implicita ed esplicita nella vita e nell’arte, e perciò consente di ricavare una visione complessa dell’animo umano come pochi altri autori – oltre Shakespeare – sono stati in grado di offrirci, per verificare nell’arte ciò che abbiamo scoperto nella scienza e viceversa. Per tutte queste ragioni dedicheremo al suo teatro diversi Laboratori nel Laboratorio, per identificare, ritrovare, confrontare e correlare le soluzioni che lui stesso ha elaborato e riutilizzato in ogni commedia. Esploreremo il labirinto di varianti da lui create padroneggiando, da maestro, i medesimi meccanismi che abbiamo scoperto, nell’opera shakespeariana, come denominatori comuni di una molteplicità di intrecci e di progetti drammaturgici.

Vai al laboratorio ›