Un Laboratorio per estrarre il manuale di narrazione audiovisiva implicito racchiuso in una conversazione senza fine, e  trasformare quest’ultima in uno straordinario strumento ipermediale per lo studio della cinematografia come arte.

Un Sistema di Studio Reticolare:

- per esplorare i principi universali della composizione audiovisiva e multimediale attraverso lo studio delle correlazioni implicite tra le opere di François Truffaut e di Alfred Hitchcock,

- per studiare le correlazioni tra i progetti dei due autori-studiosi, attraverso la sistematizzazione dei principi di analisi e composizione testuale da loro stessi elaborati, studiati, utilizzati e condivisi.

La Conversazione Truffaut Hitchcock, dal progetto di Truffaut al nostro, verso un manuale ipermediale per lo studio della narrazione artistica in forma audiovisiva

La Conversazione tra François Truffaut e Alfred Hitchcock è stata per noi lo stimolo e insieme la prima e fondamentale risorsa per intraprendere un studio metodologico rigoroso sulla narrazione artistica in forma audiovisiva.

Il Progetto dedicato alla Conversazione è nato insieme al nostro stesso Istituto, dal momento che ci è subito apparso come una sfida irresistibile per mostrare, con l’esempio, come si possa valorizzare il patrimonio di insegnamenti che alcuni grandi umanisti - proprio come i due registi-studiosi - hanno lasciato alle nuove generazioni dopo aver dedicato parte della loro vita a riflettere sul loro mestiere oltre che continuare a praticarlo.

Ci auguriamo che ciò che abbiamo già ricavato, e ciò che ricaveremo in questo Laboratorio, possa costituire per voi quello che per noi è stata la Conversazione da sola, senza gli sviluppi e la forma editoriale che, grazie a noi, voi avrete a disposizione.

Il Laboratorio dedicato alla Conversazione, come altri Laboratori delle nostre Botteghe, resta un cantiere aperto che non possiamo immaginare quando mai potrà mai essere chiuso, a causa dell’immenso lavoro che ancora richiede e dei tanti buchi che ancora permangono nella documentazione d’archivio necessaria per completare l’impresa.

Tuttavia, grazie all’interesse che speriamo di suscitare pubblicando i primi sorprendenti risultati di anni di studi e sperimentazioni, speriamo di sollecitare tanti potenziali collaboratori e partner a ricercare e fornirci i numerosi documenti che potrebbero implementare il Sistema di Studio Reticolare. Noi di conseguenza elaboreremo gli ulteriori «meta-iper-documenti» per correlarli nel Sistema e argomentare la natura delle correlazioni.

Di tanti documenti mancanti conosciamo o presumiamo l’esistenza in archivi privati e pubblici sparsi nel mondo, ma, fino ad ora, non abbiamo potuto studiarli né correlarli, perché chi ne detiene esemplari e relativi diritti d’uso, nella maggior parte dei casi li conserva gelosamente ed evita con cura che vengano pubblicati in qualsiasi modo. I custodi di tali tesori e i relativi aventi diritto, persino nel caso in cui li abbiano già digitalizzati - per conservare le informazioni oltre le sacre reliquie dei supporti - di rado mettono online i documenti (e nel caso mai integralmente e in formati accettabili), terrorizzati dalla prospettiva di perdere il potere che deriva loro dalla condizione esclusiva di poter decidere - e quindi negare - l’accesso alle informazioni. Meno che mai questi miopi “conservatori” consentirebbero di creare link esterni a copie digitali dei documenti online affinché essi entrino a far parte, virtualmente e complementarmente, del Sistema di Studio da noi ideato e sviluppato, nonostante essi sappiano che in tal modo i loro documenti acquisirebbero il valore aggiunto delle correlazioni con tutti gli altri documenti correlati dal Sistema stesso.

Ma noi speriamo che quando si potrà finalmente vedere e utilizzare quello che siamo riusciti a trarre dai documenti che abbiamo raccolto negli anni con le sole nostre forze, tanti studiosi, archivisti, direttori di musei, biblioteche e mediateche abbandoneranno le loro diffidenze e vorranno aiutarci a completare la realizzazione del progetto, anche per aggiungere il loro nome a quello di coloro che avranno contribuito al successo dell’impresa.

L’importanza del nostro progetto è proporzionale all’importanza del progetto avviato da Truffaut - e poi condiviso con Hitchcock - che consiste nel fare, del lungo dialogo con un “maestro del Segreto Perduto” (durato molto di più di quanto si creda), un innovativo strumento di studio della «narrazione artistica in forma cinematografica».

Non dimentichiamo che lo stesso Truffaut - studioso e scrittore di cinema, prima che cineasta - aveva accolto con entusiasmo, come una svolta epocale, l’impiego del videoregistratore domestico per lo studio del cinema. A quel tempo, come noi stessi ben sappiamo, per studiare un film, si poteva scegliere tra prenotarne la visione in una saletta di montaggio di una cineteca, oppure attenderne il passaggio nella sala di un cineclub, dove, muniti di un taccuino e di una lampadina, lo si poteva rivedere più volte di seguito ininterrottamente. La svolta dell’home video aveva colpito lo studioso oltre che l’autore, colto e raffinato, che riuscì a inventare il suo cinema studiando i suoi maestri, non solo cineasti, proprio grazie alla pubblicazione delle loro opere, in forma di libri e di videocassette. La sua esemplare «bibliomediateca», materiale oltre che ideale, che noi abbiamo avuto il piacere di visitare prima che venisse in buona parte dispersa, conteneva infatti tutto ciò che occorreva a un autore studioso umanista per trarre, dallo studio dei classici, i suoi progetti; tutti da intendere come «nuovi classici», «varianti» di grandi «archetipi» narrativi, concepiti per «dialogare intertestualmente» con i capolavori narrativi di ogni tempo, luogo e forma espressiva, dalla letteratura al teatro al cinema.

Nondimeno Truffaut doveva avvertire la mancanza di manuali metodologici, nel cinema, che esplicitassero tutto quello che lui aveva imparato frequentando alcuni autori direttamente e molti altri indirettamente attraverso la loro opera, recuperata in buona parte dall’home video quando ancora i film, usciti dal circuito delle sale, finivano dimenticati nelle cineteche o proiettati, ma malridotti, nei soli circuiti d’essai.

Dovete anche considerare che il momento storico in cui Truffaut decise di “interrogare l’oracolo” e di coinvolgerlo nella più importante conversazione sull’arte cinematografica, era anche quello in cui il cinema, privo della guida di molti dei suoi maestri, aveva iniziato la discesa che l’avrebbe reso a breve completamente dipendente dalla cultura di massa.

In questo senso l’operazione ambiziosa compiuta da Truffaut va intesa come il primo - e fino ad ora il più importante - esempio, in campo cinematografico, di realizzazione di uno strumento di studio (potenzialmente multimediale e implicitamente reticolare, come vi mostreremo), adeguato e indispensabile non solo per rivalutare, comprendere, e apprezzare l’opera di un maestro come Hitchcock, e non solo per indurre altri autori-studiosi a fare la stessa cosa con tanti altri maestri e a continuare lo studio delle regole implicite di una forma di narrazione artistica in rapida via di estinzione. Il suo progetto e la sua realizzazione, sia pure inadeguata (per ragioni tecnologiche ed editoriali che contrastano con le intenzioni dello stesso Truffaut) rivelano ad occhi attenti un complesso ed esemplare piano editoriale per realizzare un vero e proprio Sistema di Studio Scientifico (sia pure in forma narrativa dialogata come quella di un «racconto filosofico») in grado di trasformare in strumenti (per apprendere le competenze dei maestri) le innumerevoli ma dimenticate e irrelate risorse umanistiche che, ben al di là di quelle relative all’opera di autori cinematografici, erano e sono ancora disperse e abbandonate sul territorio e nelle Istituzioni dei Paesi che hanno contribuito maggiormente a crearle e a raccoglierle.

Per le stesse ragioni la nostra operazione va intesa in continuità con quella compiuta da Truffaut in collaborazione con Hitchcock. Il nostro lavoro dedicato all’opera narrativa e metanarrativa dei due autori-studiosi, proprio come quello che abbiamo compiuto e stiamo compiendo da tanti anni sugli archivi di altri grandi autori, inizia laddove Truffaut e altri come lui hanno dovuto interrompere il loro, perché la vita glielo ha impedito, perché la tecnologia lo ha complicato, e perché il mercato dell’editoria lo ha ostacolato, ridimensionato, o addirittura dimenticato. Con questo non crediate che per noi le cose siano state più semplici e o che noi, da soli, siamo riusciti a ottenere quelle partnership e quei mezzi che sono stati negati persino ai maestri di cui ci occupiamo. La quantità di difficoltà incontrate da Truffaut e successivamente da noi speriamo solo che induca chi ci legge ad aiutarci a portare a termine l’impresa, che ora può essere agevolata dalle possibilità offerte dalla svolta tecnologica digitale, che, all’epoca in cui Truffaut pensò ad un manuale implementabile e multimediale, non era neppure iniziata.

Tornando alla storia di questo progetto, e ai nostri vani tentativi di attuarlo coinvolgendo partner istituzionali, vogliamo raccontarvi di quando, con un certo orgoglio, presentammo a un pubblico di autori e studiosi, oltre che di amatori del cinema, un primo prototipo del nostro Sistema di Studio Ipermediale dedicato alla Conversazione. La “Tela Ipermediale” - così lo chiamavamo allora - conteneva tra l’altro alcune innovative soluzioni tecnologiche per correlare a distanza e indirettamente documenti di varia natura, letteraria e audiovisiva. Era una delle prime volte che mostravamo come si potesse fruire un articolato labirinto cognitivo, fatto di testi e metatesti scientifici e artistici e in diverse forme espressive, utilizzando un semplice personal computer connesso alla rete, ma non alla rete come potete intenderla oggi grazie al cloud; noi allora eravamo riusciti con grande fatica a connettere, attraverso il nostro Sistema Cognitivo, documenti multimediali memorizzati su server sparsi presso le nostre sedi o quelle dei nostri partner. Per la novità metodologica e tecnologica del Sistema, per l’oggetto di studio da noi valorizzato, e per il modo con cui noi consentivamo ai nostri lettori di saltare dallo studio delle riflessioni metodologiche dei due autori-studiosi alle sequenze dei loro film in cui potevano vederne le applicazioni, ricevemmo già allora diversi tipi di accoglienza, da entusiasmo a incoraggiamento a scetticismo, a cui seguirono poi diversi furbeschi tentativi di appropriazione o di riduttiva manipolazione del nostro Sistema a scopo di profitto; ma da allora mai nessun aiuto concreto e vero e proprio nonostante gli apprezzamenti istituzionali, l’ammirazione ma soprattuto l’invidia suscitata per aver realizzato noi da soli quello che i giganti dell’editoria e della tecnologia non erano riusciti neppure a immaginare.

Anche in questo caso, come in altri legati ad altri autori e relativi archivi, la peggiore delle reazioni fu certamente quella dei “critici”, che si sentirono mancare il terreno sotto i piedi all’idea di dare la parola agli “autori” e di essere detronizzati nei rapporti con il “pubblico” proprio dagli autori che essi pensavano di rappresentare, presumendo che nessun autore sapesse «parlare delle cose che faceva», che nessun autore fosse «cosciente delle cose che faceva», e meno che mai immaginando che noi avessimo trovato un modo scientifico e tecnologico per estendere, quel poco o quel tanto che gli autori avevano scritto e detto, alla loro intera opera, addirittura aggiungendo, al piacere di fruire i loro capolavori, anche quello di poter apprendere gli insegnamenti impliciti ed espliciti degli autori riguardo le loro abilità nel crearli.

Per darvi un’idea di questa reazione, ripetutasi da allora tante volte e divenuta ormai prevedibile, provate a immaginare un famoso “esperto” di scacchi (ma perché non anche di opera lirica, di teatro di prosa, di cinema, di letteratura di arti visive, …) che non si sia mai messo in gioco (come giocatore) e che d’improvviso si senta defraudato del suo lavoro di “critico” scoprendo che un grande giocatore come Garri Kasparov, anziché accontentarsi degli allori ottenuti, si sia messo a spiegare - meglio di lui - le sue partite e il gioco stesso degli scacchi.

Immaginate quindi la sorpresa e lo stupore di quei critici (nonché docenti e giornalisti e scrittori di cinema per mancanza di veri studiosi) quando, dopo averci considerato erroneamente loro colleghi, scoprirono che noi avevamo deciso di rinunciare al nostro ruolo di «esegeti», per svolgere quello antieconomico di rendere gli autori stessi - sia pure virtualmente - maestri esperti e competenti della loro materia. D’altro canto come diciamo in ogni occasione per promuovere i nostri Sistemi di studio: chi vorreste che insegnasse a voi e ai vostri cari come fare arte narrando con una o più forme espressive? Uno come voi che pur non sapendo farla ha ottenuto un successo stagionale? Un critico che non ha mai fatto nulla che si avvicini a un capolavoro artistico di quelli cui parla in veste di esperto? Oppure uno che ha creato capolavori immortali che continueranno a ispirare tanti vome voi a occuparvi di arte narrativa?

Basterà in proposito ricordare un episodio che vale come aneddoto non solo per questo caso, ma per tutti i casi in cui ci siamo «impicciati» di una materia di cui loro - i critici - si considerano gli unici accreditati - dai media - a poter parlare.

Un critico male informato sulla natura del nostro lavoro ci invitò a parlare ai suoi studenti, nella sua università, del nostro lavoro dedicato alla Conversazione tra Truffaut e Hitchcock, che, secondo lui, poteva essere presentato come appendice al Corso da lui tenuto sullo stesso argomento. Presentandoci ricordò al pubblico - sorprendendoci - che lui aveva dedicato un intero anno accademico al libro in cui Truffaut aveva pubblicato i risultati della Conversazione con Hitchcock,  sottolineando che lo aveva fatto per dimostrare che si trattava di “un dialogo sì, ma tra sordi”.

Dopo un certo imbarazzo noi replicammo che effettivamente doveva essere stato piuttosto faticoso per lui riuscire a “dimostrare” quello che persino un lettore ingenuo non avrebbe mai sostenuto, dopo aver letto il libro; cioè «dimostrare sul piano comunicativo» «quello che quel testo non è», piuttosto che «dimostrare sul piano conoscitivo scientifico» «quello che esso è, che contiene e che insegna. Per venire incontro al nostro interlocutore facemmo notare che il testo aveva il pregio e insieme il difetto - per come era scritto, in una forma narrativa appassionate - di celare ad una prima lettura frettolosa la sua natura manualistica, tanto da aver indotto un altro «esperto di cinema» nostrano a considerare quel libro «solo» come una storia di un’imprevista gradevole conversazione tra due uomini di cinema appartenenti a due mondi tanto diversi eppure in grado di ammirarsi a vicenda. Noi stessi sottolineammo quanto lavoro ci era voluto per estrarre dal metatesto redatto in forma discorsiva lineare quel reticolo di  riflessioni interconnesse, spesso vere e proprie definizioni di principi narrativi universali (non solo cinematografici) che costituisce l’oggetto di cui i due parlano portando esempi estratti per lo più dall’opera di Hitchcock. Il nostro lavoro era nato proprio per  far emergere la sua ricchezza metodologica di quel metadiscorso dialogico e trasformarlo in un più adeguato strumento formativo con una forma editoriale più adeguata alle finalità esplicitare dallo stesso Truffaut nelle diverse introduzioni al libro stesso e alle sue edizioni cartacee in più lingue. Ma non potemmo non far notare ironicamente che lo sforzo sostenuto dal nostro ospite doveva essere stato persino superiore al nostro, dal momento che noi eravamo stati aiutati dagli autori, mentre il suo Corso era stato tutta «farina del suo sacco» … nonché frutto di quei pregiudizi che già al tempo di Truffaut opponevano il cinema europeo “d’autore” - a quello americano - considerato comunque e soltanto “commerciale”.

Facemmo anche notare che una delle ragioni per cui Truffaut aveva convinto Hitchcock a intraprendere la Conversazione era proprio quella di mostrare come tali pregiudizi fossero infondati, non solo nel caso di Hitchcock, ma più in generale nei confronti di tutti gli artisti, che sono cosmopoliti e spesso apolidi, e che dialogano tra loro sempre e indipendentemente dalle contrapposizioni culturali, ideologiche, nazionalistiche. Ma ancora oggi mentre scriviamo questi pregiudizi non sono scomparsi, e pesano sulla formazione delle nuove generazioni, perché a insegnare sono ancora questi pseudostudiosi che tramandano luoghi comuni sotto forma di lezioni e scritti di carattere propagandistico spacciati per strumenti di conoscenza.

Con il nostro Progetto dedicato alla Conversazione vogliamo continuare anzitutto il lavoro intrapreso da Truffaut per rendere espliciti i meccanismi del cinema di Hitchcock e di tutti quegli autori, maestri dello stesso Hitchcock e poi dello stesso Truffaut, ai cui occhi la loro opera paragonabile a quella dei grandi narratori del passato in ogni forma artistica.  Il nostro lavoro consiste nel rendere più rigoroso e sistematico lo sviluppo del progetto truffautiano, dando ad esso una forma più adeguata alla sua finalità manualistica, che in tal modo valorizzi la reticolarità, l’implementabilità, e la multimedialità intrinseca nel progetto truffautiano e in tutti i metatesti che è riuscito a produrre con la collaborazione di Hitchcock e non solo, da momento che sia lui che Hitchcock hanno continuato a parlare e scrivere di cinema, insieme e da soli, per riprendere in tanti modi e in tante occasioni i temi metodologici della loro Conversazione.

Ora, prima di rimandarvi allo studio del progetto e dei risultati che troverete via via pubblicati in diversa forma e misura negli ambienti di Studio a voi dedicati, vogliamo ancora accennarvi a ciò che lo sviluppo di questo progetto, per le innumerevoli qualità che lo contraddistinguono, può offrire a chiunque studi o voglia studiare il cinema, per imparare a fare arte con esso e ad apprezzare le opere di chi è già riuscito a farla.

Per darvi un’idea di come funziona il nostro Sistema prima di utilizzarlo voi stessi, provate a immaginare di poter partecipare, da allievi, alla conversazione tra i due autori-studiosi mentre hanno ripreso a parlare di un film e si fermano a riflettere su una soluzione elaborata da Hitchcock per una sequenza utilizzando un principio narrativo a lui caro. Voi siete nella testa di Truffaut e state seguendo Hitchcock, da voi sollecitato a definire il principio; quindi, dal momento che lui ha solleticato le vostre sinapsi iperattive lo invitate a considerare altre sequenze dello stesso film o di altri film, o addirittura di opere di altri autori, per spiegarvi come quello stesso principio da lui ben definito possa essere utilizzato per creare altre soluzioni altrettanto efficaci. Ma il richiamo alla memoria di quelle altre sequenze stimola lo stesso Hitchcock a farvi notare come in quelle sequenze abbia utilizzato anche altri principi per elaborare le soluzioni che tanto avete apprezzato e che potete ora rivedere insieme a lui. E mentre vi spiega come funziona una sequenza grazie ad una soluzione che ha elaborato con un principio a voi nuovo, inizia a definire il principio. Voi, che avete finalmente compreso le potenzialità del principio, vi accorgete che era stato utilizzato dal maestro anche nella prima sequenza da lui presa in considerazione all’inizio della lezione. E così ora vi ritrovate a ragionare con lui della complessità di quella sequenza, e siete da lui stesso invitati a considerarla da tante altre prospettive, di cui chiedete nuove definizioni. Per una di esse che vi ha incuriosito, perché non ne riuscite a immaginare le applicazioni, chiedete a Hitchcock di spiegare come, con essa, abbia realizzato un’altra sequenza di un film di cui ha già parlato e che già avete visionato per esemplificare l’utilizzazione di altro principio. Hitchcock definisce il principio prima di mostrarvi e spiegarvi le tante forme che esso può assumere e le tante soluzioni che può consentire di realizzare; quindi vi parla di come lui stesso lo abbia scoperto e appreso l’importanza di quel principio studiando l’opera letteraria di un grande romanziere e come di conseguenza lo abbia utilizzato efficacemente in tanti film di cui ora insieme a lui rivedete sequenze mentre vi spiega come le soluzioni che lui ha creato siano il risultato dell’applicazione non solo di quel principio invitandovi così a rivederle da altre prospettive …

Avete cominciato a comprendere la portata metodologica di questo modo di studiare l’arte narrativa, dove le deviazioni, anziché essere subite come distrazioni, sono invece previste e adottate come metodo di studio reticolare, per stimolare nuovi interessi mentre si soddisfano quelli già suscitati, per aiutare l’allievo a osservare da più prospettive uno stesso oggetto e ad applicare una medesima prospettiva a una pluralità di oggetti? Questo è esattamente il metodo che da anni noi sviluppiamo e applichiamo nella costruzione di Sistemi di Studio su qualunque tipo di oggetto artistico per rivelarne la sua intrinseca struttura labirintica ed estrarre gli insegnamenti metodologici in esso racchiusi. Questo metodo reticolare ci ha indotti a chiamare “Sistemi di Studio Reticolare” gli strumenti cognitivi che elaboriamo e rivolgiamo a tutti coloro che vogliono imparare a padroneggiare la narrazione artistica.

Per quanto riguarda la Conversazione fra Truffaut e Hitchcock possiamo dire di aver trovato uno dei rari oggetti di ideali che premiano le nostre ricerche. Si tratta infatti di un oggetto che invita a una fruizione e a uno studio reticolare, che sollecita il piacere di perdersi e di apprendere perdendosi in esso. Il continuo saltare da una sequenza all’altra inseguendo un principio, o da un principio all’altro rimanendo sulla stessa sequenza, insieme al definire di volta in volta i principi e ricercarne applicazioni dentro e fuori l’opera dell’autore, è un esercizio che aiuta a sviluppare le capacità elaborative degli stessi utenti. Noi l’abbiamo voluto rendere più rigoroso e sistematico, soltanto estendendo e sviluppando il progetto e l’esempio fornitoci dai due autori-studiosi sia pure con mezzi allora inadeguati per poterlo attuare. Grazie a quello che loro hanno mostrato di poter fare e grazie a quello che noi abbiamo potuto fare voi avrete la possibilità di poter utilizzare un manuale di metodo correlato a un potenzialmente illimitata quantità di racconti artistici in forma audiovisiva in cui potrete cercare e applicare quanto acquisirete progressivamente, da cui potrete ricavare i principi, definirli, e poi ricercarne ulteriori applicazioni - oltre quelle da cui li avrete ricavati - esplorando un labirinto di film e  sequenze correlate. Il progetto di Truffaut è stato per noi l’invito a realizzare anche per il cinema un vero e proprio (non metaforico o maccheronico) strumento di studio metodologico, contro lo scetticismo dei tanti che vogliono lasciare questo campo della narrazione al caso, ovvero ai condizionamenti della cultura di massa, che è già riuscita peraltro a degradarlo a puro mezzo di intrattenimento, allo stesso livello dei fumetti e dei videogiochi - nati con essa - che, come ogni parassita, mentre lo uccidono lentamente lo tengono in vita alimentandolo e alimentandosi di esso.

Di seguito vi forniamo alcune preliminari informazioni riguardo a ciò che intendiamo ricavare attraverso il Laboratorio di sviluppo del progetto truffautiano, e a ciò che contiamo di conseguenza contiamo di potervi offrire attraverso gli Ambienti di Studio (in particolare il Circolo e la Scuola) che abbiamo creato per voi nel nostro Portale:

 

- Il Sistema di Studio Reticolare dedicato alla Conversazione Truffaut-Hitchcock

Come ogni Sistema di Studio Reticolare che noi creiamo per valorizzare le risorse di archivio di un grande umanista, anche questo comprende diversi servizi e prodotti, tutti intrinsecamente correlati tra loro, per favorire la fruizione e lo studio dell’opera saggistica e narrativa dei due autori-studiosi, e per insegnare a ricavare da essa una quantità di nuove competenze e conoscenze riguardo la narrazione artistica. In particolare questo Sistema contiene la “Tela Ipermediale” dedicata alla lunga Conversazione tra Truffaut e Hitchcock, cioè a quel dialogo ininterrotto, durato quasi quaranta anni, che si espande ben oltre i limiti della sola parte pubblicata, in forma di libro, per documentare l’incontro più lungo tenutosi tra i due. Il manuale ipermediale che abbiamo iniziato a realizzare molti anni fa, sperimentando per esso diverse soluzioni tecnologiche, sviluppa quelle potenzialità del progetto truffautiano che sono state necessariamente ridimensionate, se non addirittura neutralizzate, dall’edizione lineare cartacea, che in quanto tale non è implementabile (anche se Truffaut lo ha espanso nella seconda edizione) e non è correlabile (anche se Truffaut vi invita a fare salti da una pagina all’altra e a uscire dal testo per vedere le sequenze dei film di cui parla con Hitchcock) e infine non è multimediale (nonostante Truffaut, per la prima edizione, abbia compiuto una vera impresa nell’impaginare con colla e forbici le riproduzioni da lui stesso tratte dai fotogrammi delle sequenze prese in esame). Il Sistema da noi ideato, sfruttando le possibilità offerte dalla rete e dalle tecnologie ipermediali, consente ora di correlare reticolarmente l’intero corpus degli scritti, delle interviste, e delle lezioni, nonché dei film e persino dei progetti non realizzati dei due autori-studiosi. In questo modo riusciamo a far dialogare indirettamente e virtualmente Truffaut e Hitchcock intorno a medesimi temi metodologici ben oltre le ore passate insieme a parlare direttamente; e in questo modo posiamo mostrare in modo sistematico come essi applichino puntualmente nella loro opera narrativa audiovisiva quei principi da loro stessi definiti durante la Conversazione intesa come dialogo prolungato lungo i decenni di frequentazioni a distanza oltre che di persona. Il Sistema, come tutti i nostri Sistemi, non include l’opera dei due autori-studiosi, ma contiene link virtuali a tutto quanto da loro detto scritto o filmato; inoltre consente di attivare i link a quanto da noi acquisito, in anni di ricerche, e poi digitalizzato editato e raccolto nel nostro archivio e nella nostra Bibliomediateca online. In questo modo, se al momento il Sistema può essere utilizzato solo all’interno della nostra Scuola, come strumento di studio per i nostri allievi, è comunque già pronto per essere rilasciato come pubblicazione scientifica e educativa per un più vasto utilizzo e per una più ampia utenza il giorno in cui i detentori dei documenti e dei relativi diritti si decideranno a pubblicare online (alle condizioni che riterranno più favorevoli per loro e per gli utenti) le loro preziose risorse. Noi ci auguriamo che quando questo  inevitabilmente accadrà, essi vorranno renderle raggiungibili dall’esterno, con un «indirizzo di rete assoluto» e possibilmente con delle «ancore» alle articolazioni interne. La validità generale di questo manuale, innovativo nei modi oltre che nell’oggetto di studio, si misura non solo nella sua adeguatezza per esplorare e indagare le soluzioni elaborate dai due autori nel realizzare la loro opera, e per scoprire le reciproche influenze, ma anche nella possibilità, che esso offre, di esplorare, con gli insegnamenti di un “maestro del segreto perduto” e del suo più allievo più qualificato, l’intero universo narrativo cinematografico, soprattutto le sue vette più alte.
Se vuoi sapere di più del Sistema di Studio reticolare vai alla pagina dei Servizi relativa al Progetto.

 

- La pubblicazione del Diario della Conversazione Truffaut-Hitchcock

Durante la ricostruzione dell’Archivio dei due autori-studiosi, e mentre sviluppavamo il Sistema Reticolare, abbiamo pensato di ricostruire e narrare anche il «diario dell Conversazione», per noi e per voi. A tale scopo abbiamo elaborato in forma di e-book la cronistoria argomentata delle tappe del dialogo tra i due autori-studiosi, sin da quando Truffaut studiava e recensiva l’opera dei “maestri del segreto perduto” mentre Hitchcock già scriveva e parlava di cinema, e creava i suoi capolavori fino a quando riuscì a fare di uno di quei maestri il suo complice in un’operazione mai compiuta prima nel cinema. I diario si estende fino alla morte di Hitchcock e poi a quella di Truffaut, che ancora fino alla fine si interrogava su come espandere e ripubblicare la Conversazione in una forma più adeguata. Il lungo dialogo diretto e indiretto tra i due autori-studiosi emerge chiaramente attraverso le correlazioni dirette e indirette dei documenti dei loro rispettivi archivi nonché dalla documentazione dalle testimonianze e dagli archivi dei loro collaboratori. Dal diario risulta la sorprendente storia di un dialogo tra artisti che, dall’ammirazione di un allievo per il suo maestro, si trasforma in una vera e propria collaborazione a distanza tra due autori maturi e indipendenti, ma anche disposti a condividere e far proprie le straordinarie capacità di narrare maturate individualmente; due autori che più di chiunque altro hanno continuato a riflettere sull’arte di narrare in forma audiovisiva e sono giunti fino a elaborare le loro soluzioni ricercando e facendo propri i reciproci stimoli e insegnamenti. Il diario rivela un rapporto tutt’altro che univoco e di dipendenza tra i due autori-studiosi, al punto che nella fase terminale sembra addirittura rovesciarsi e mostrare un allievo divenuto maestro in grado di correggere le sceneggiature dell’altro e ricambiare preziosi insegnamenti sull’arte narrativa. La storia della conversazione riserva sorprendenti scoperte anche riguardo le relazioni intessute dai due autori-studiosi attraverso il modo di conciliare l’arte e la vita, di condividere le fonti artistiche e i reciproci collaboratori. Dai tanti denominatori che li legano - autori, fonti letterarie, studi e ricerche condivise, modelli logici comuni e varianti sviluppate dai medesimi modelli - si trae il racconto di un’amicizia singolare che nasce dalla profonda conoscenza reciproca e da una sincera ammirazione tutt’altro che sbilanciata come hanno voluto credere i tanti che nella Conversazione tra i due autori hanno voluto vedere solo un episodio eccezionale durato qualche giorno, e solo un’intervista di un allievo al maestro.
Se vuoi sapere di più su quanto abbiamo già pubblicato intorno alla Conversazione vai alla pagina dei servizi, relativa alla prima pubblicazione che abbiamo realizzato.

 

- Lo spettacolo dedicato alla Conversazione Truffaut-Hitchcock

Mentre mostravamo i primi risultati dei nostri studi e del nostro progetto di Sistema Reticolare dedicato alla Conversazione fra Truffaut e Hitchcock abbiamo avuto modo di assistere in Francia ad un piccolo spettacolo in cui semplicemente si recitavano - ma con grande successo di pubblico - le lettere di Truffaut; vedendolo e notando l’apprezzamento unanime abbiamo immaginato quale effetto avrebbe potuto avere - sugli ignari spettatori, sui prevenuti critici e sui veri studiosi e ammiratori dei due registi - scoprire, attraverso uno spettacolo, che quella conversazione non era stato solo un’episodio eccezionale ma la punta di un iceberg sommerso che noi avevamo indagato e fatto affiorare; che quella strana relazione tra i due non era solo l’incontro tra un maestro e un discepolo, tra un rappresentante del cinema d’autore europeo e il più invidiato autore di successo del paese che aveva reso il cinema un’industria molto redditizia. Provammo a immaginare come attraverso una rete di documenti di varia natura e un dialogo a distanza attraverso le memorie di uno dei due sopravvissuto nei suoi ultimi giorni di vita avremmo ricostruito il mosaico di una relazione che non era solo un’amicizia e che quando divenne un’amicizia fu a causa di una collaborazione divenuta tanto profonda da rendere i due autori studiosi una vera coppia di narratori non solo con il cinema ma anche sul cinema. Adottando lo stesso linguaggio ironico di Truffaut e di Hitchcock abbiamo voluto provare a narrare la nascita e lo sviluppo della loro Conversazione proprio come loro, insieme, ci hanno mostrato narrandoci in modo colloquiale come hanno creato i loro capolavori, utilizzando nella Conversazione gli stessi meccanismi la stessa suspense da loro utilizzata per narrare “storie d’amore come fossero storie di omicidi”, e viceversa. Il progetto di uno spettacolo teatrale in cui avremmo messo in scena il ricordo e la storia della Conversazione, narrata dallo stesso Truffaut alla fine della sua vita, drammatizza un rapporto professionale e amicale tra due autori-studiosi che hanno continuato fino alla fine a influenzarsi reciprocamente. Ma siccome il rapporto con Hitchcock era per Truffaut il culmine di una vita fatta di rapporti intessuti con i tanti artisti suoi maestri, la stessa Conversazione con Hitchcock va a collocarsi, in questa prospettiva, all’interno di una rete di correlazioni dirette e indirette tessuta da Truffaut per diventare l’autore che tutti apprezziamo, realizzando in se stesso e nel suo cinema un’originale sintesi degli insegnamenti di autori distanti tra loro ma dialoganti indirettamente attraverso l’opera e le riflessioni del loro migliore allievo (“Io sono il figlio di autori che a volte persino si detestavano ufficialmente e non si sono mai parlati direttamente nella vita”). La riflessione di Truffaut ad alta voce, la sua evocazione di tanti fantasmi che vanno a riempire la sua “Camera verde”, appare come un lascito in punto di morte dello stesso Truffaut agli artisti del futuro suoi potenziali allievi; un viaggio nella memoria che ripercorre la sua vita artistica segnata dall’incontro con tanti autori e in particolare da quello con il suo maestro amico e infine collaboratore Alfred Hitchcock.
Se vuoi sapere di più sul nostro progetto di Spettacolo tratto dalla Conversazione vai alla pagina dei servizi relativa ad esso.

 

- I cicli di lezioni dedicati alla Conversazione e ai film di François Truffaut e di Alfred Hitchcock

Per alimentare il Sistema di Studio Reticolare e per far venir voglia di esplorare e indagare l’opera dei due autori-studiosi abbiamo tenuto e terremo ancora cicli di lezioni dedicate ai capolavori di Hitchcock e di Truffaut. Questi Cicli di Lezioni entreranno a far parte delle offerte da noi preparate per i nostri utenti Cercatori e Autori nell’ambito dei programmi del nostro Circolo e della nostra Scuola. Ma saranno anche messi in parte a disposizione di tutti coloro che in veste di semplici Osservatori esterni vorranno frequentare il nostro Canale pubblico dedicato a “La Scienza Segreta del’Arte Narrativa” per testare e valutare ciò che siamo in grado di offrire attraverso i nostri Ambienti di Studio.  Attraverso i Cicli di Lezioni potrete scoprire quanto sia importante studiare l’opera di Hitchcock e di Truffaut per capire come si possa fare arte anche con il Cinema.

 

- La Bibliomediateca virtuale di Truffaut e Hitchcock

Come per altri progetti in cui non abbiamo goduto di alcun aiuto (promesso ma non mantenuto) di partner istituzionali, abbiamo dovuto anzitutto ricostruire l’Archivio materiale e ideale dei due autori-studiosi, in modo che il nostro Sistema disponesse di sufficienti risorse per creare un prototipo del nostro Sistema, e poi per implementarlo. La ricostruzione dell’Archivio dei due autori ci ha permesso di creare, all’interno della nostra “Bibliomediateca di risorse umanistiche”, una sezione dedicata ai due autori che possa aiutare, chiunque voglia collaborare con noi, a studiare le risorse relative alla loro opera e contribuire così allo sviluppo del Sistema/Manuale di Studio in forma reticolare e multimediale che stiamo creando. Inoltre la Bibliomediateca consente di poter verificare tutto quanto appreso nel Sistema, scoprendo ulteriori applicazioni, dei principi acquisiti, esplorando l’opera dei due autori e rileggendola tante volte da tante diverse complementari prospettive analitiche/progettuali.
Nel nostro Canale pubblico dedicato ai maestri che hanno inventato il cinema (“The Treasures of Cinema Classics”) intendiamo pubblicare alcuni capolavori di Hitchcock entrati nel pubblico dominio, che abbiamo trovato e a volte anche editato per poterli studiare e per farli conoscere nelle loro innumerevoli qualità senza i segni dell’incuria e del tempo, dal momento che si tratta di opere potenzialmente immortali.
Se ti sei iscritto alla nostra offerta per Cercatori o a quella per Narratori avrai accesso ad una sezione della nostra Bibliomediateca online dove troverai “Sillogi” dedicate agli studi dei due autori oltre che ai loro progetti narrativi.