Il segreto ritrovato – Moduli Didattici

Progetto AuteurStudio

Questo è il Laboratorio in cui sviluppiamo il Sistema ideale per imparare a controllare tutti gli aspetti e livelli, ideativi produttivi e promozionali, che nessun autore dovrebbe lasciare ad altri o al caso nel progettare e e realizzare un’opera cinematografica con ambizioni artistiche.
Qui studiamo Il dialogo tra il «cinema classico» e il «cinema nell’era dell’informazione digitale» alla ricerca degli insegnamenti degli autori del “segreto perduto” e dei loro eredi.
Qui ci occupiamo degli archivi e della ricerca, dei progetti e del metodo degli autori che hanno inventato la settima arte.
Qui i principi di composizione e di funzionamento dei testi audiovisivi e multimediali diventano oggetti di studio, oltre che strumenti di progettazione.
Qui realizziamo un nuovo strumento, iper-testuale e multi-mediale, per esplorare le opere dei maestri del cinema e per studiare, attraverso di esse, le regole della narrazione artistica in forma audiovisiva.

Il Sistema di Studio “Il Segreto Ritrovato”

Il Progetto   •   I Moduli Didattici

Il Sistema si articola in otto moduli didattici specialistici, autonomi e correlati, per trattare le molteplici competenze degli auteur, corrispondenti ciascuno a una Tela ipermediale.

L’articolazione reticolare permette di trattare l’oggetto di studio (la narrazione audiovisiva artistica in tutte le sue forme) da più punti di vista complementari tra loro, adottando modalità didattiche differenti, ciascuna adeguata a trattare un diverso livello o un diverso aspetto di esso.

I moduli didattici rappresentano ciascuno un differente taglio analitico con cui studiare la stessa materia, ossia affrontano altrettante questioni metodologiche relative alla composizione e alla narrazione artistica, presentando sia gli interrogativi che accompagnano la ricerca degli auteur, sia le soluzioni da loro stessi elaborate nel realizzare i loro progetti.

Per questo motivo ad ogni modulo è assegnato virtualmente un gruppo di tutor, scelti tra gli autori ritenuti più idonei (per le loro riflessioni e i loro progetti sul tema specifico) a seguire lo studente nel suo percorso formativo.

In questo modo lo studente potrà proseguire la propria formazione dialogando indirettamente, o meglio virtualmente, con coloro che hanno inventato il cinema e lo hanno fatto diventare un’arte.

La conoscenza dei principi generali con cui gli auteur compongono i loro testi è integrata con lo studio delle regole, delle possibilità logiche e tecnologiche che tali principi sfruttano.

Le lezioni sono correlate ad archivi di documenti letterari, visivi e audiovisivi che consentono all’utente di integrare le sue conoscenze con tutti i presupposti che il Sistema richiede per poterlo apprezzare e usare appieno.

Anche se il Sistema non ha per oggetto le tecnologie con cui si è fatto, si fa, o si farà ancora cinema, ciascun modulo comprende anche lo studio di tutto ciò che può supportare la progettazione e consentire una adeguata attuazione dei progetti.

 

Modulo 1:  Come narrare in forma promo-pubblicitaria

Scrivere per presentarsi: la composizione dei testi promo-pubblicitari. Il problema dell’autopromozione. Come il cinema presenta se stesso. Come pubblicizzare progetti audiovisivi attraverso progetti multimediali. La ricerca degli auteur applicata alla promozione della loro stessa opera.

Tutor: Walt Disney, Alfred Hitchcock, John Lasseter, Ernst Lubitsch, Steven Spielberg, Orson Welles

Esercitazioni: Alice nel paese della meraviglie, Biancaneve e i sette nani, Psycho, Gli uccelli, Monsters & Co., Scrivimi fermo posta, La vedova allegra, Jurassic Park, Artificial Intelligence, Minority Report, Quarto Potere, F come falso

Seminario tecnico-specialistico: Comunicazione Pubblicitaria: “Dire, non dire, dire che non”.

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di elaborare strategie promozionali adeguate, per qualità e complessità, all’opera pubblicizzata.

Il modulo fornisce le competenze autoriali necessarie per il controllo di ogni aspetto della progettazione del testo filmico in una fase tanto fondamentale quanto poco considerata per il successo del progetto stesso: la sua promozione.

Attraverso l’elaborazione di «paratesti» e «metatesti» pubblicitari (trailer, foto di promozione, locandine, annunci, pressbook, making, …) gli auteur che abbiamo assunto come tutor virtuali sono riusciti non solo a presentare i loro nuovi progetti a loro attuale e potenziale pubblico suscitando o risuscitando il suo interesse, ma hanno anche potuto fornirgli alcuni adeguati strumenti per poterli apprezzare appieno.

Analizzando il loro lavoro risulta chiaro che l’elaborazione di testi pubblicitari richiede una competenza progettuale non inferiore a quella necessaria per la  progettazione e realizzazione del film stesso; una competenza che non può essere presupposta in chi (agenzie pubblicitarie, distributori, esercenti) non conosce il progetto autoriale e non possiede lo stesso talento per elaborare soluzioni adeguate a parlare del racconto senza ridurre, ma piuttosto aumentandone il valore.

Tale competenza è parte integrante del bagaglio necessario per essere “auteur”, ovvero per rivendicare la paternità del testo filmico al di là delle collaborazioni che devono essere istituite per portarlo a termine e degli usi che ne vengono fatti una volta realizzato e distribuito.

In questa prospettiva i problemi, le regole e i principi della narrazione e composizione testuale sono qui trattati come condizioni per affrontare la  promozione del cinema dal suo interno, da parte degli stessi auteur.

Questi ultimi, per definirsi tali, devono infatti imparare a comporre testi cominciando proprio dai «paratesti» e dai «metatesti» promozionali che li introducono e li presentano al pubblico, per invogliarlo a conoscere direttamente i loro progetti narrativi e per fornirgli le chiavi di lettura più adeguate a coglierne appieno la ricchezza.

Per ottenere questo risultato il modulo integra nel suo programma le competenze di un esperto della comunicazione pubblicitaria con quelle di un auteur cinematografico e mira a formare una figura di autore-studioso capace di usare diverse forme espressive e di integrarle in testi multimediali per promuovere testi audiovisivi; ovvero un auteur capace sia di cogliere i principi di composizione e di correlazione inerenti ai testi audiovisivi oggetto di discorso, sia di parlarne attraverso metadiscorsi multimediali adeguati a valorizzare la complessità dei testi oggetto del discorso.

 

Modulo 2: Come narrare riraccontando, ovvero come fare della propria opera un sistema di variazioni e come sviluppare nuove varianti da modelli archetipici   

Scrivere un progetto pensando alle varianti ricavabili e già ricavate da esso; arricchire di nuove varianti un modello narrativo condiviso con altri autori. Il problema della maggior ricchezza del progetto rispetto alle possibilità attuate da una sola variante. Come il cinema crea variazioni sul tema ispirandosi ad archetipi narrativi spesso non cinematografici, e come il cinema stesso crea nuovi archetipi che ispirano nuovi auteur. Come gli auteur creano i propri capolavori concependoli come varianti di modelli il cui sviluppo si articola nella propria opera o in quella di altri autori. La ricerca degli auteur intorno al rapporto ripetizione/variazione nel riraccontare storie archetipiche.

Tutor: Ernst Lubitsch, Alfred Hitchcock, François Truffaut, Charlie Chaplin, Federico Fellini, John Ford, Billy Wilder, Alfred Hitchcock,

Esercitazioni: ricerca e studio comparato delle variazioni sugli archetipi “Cinderella”, “Cyrano De Bergerac”, “Hamlet”, “Romeo and Juliet”. Studio dell’opera di Ernst Lubitsch per le sue variazioni interne e in rapporto all’opera di Billy Wilder, di Rene Clair, di François Truffaut; studio di Jules e Jim di François Truffaut in rapporto al suo Les deux anglaises et le continent; studio di Suspicion di Hitchcock in rapporto ai romanzi di Francis Iles, a Uncle Harry di Robert Siodmak e a La Syrene du Mississipi di François Truffaut, e studio di ques’ultimo film in rapporto a Vertigo di Alfred Hitchcock.

Seminario tecnico specialistico: l’arte della variazione in musica, in pittura, e in letteratura.   

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di elaborare progetti le cui potenzialità artistiche non si esauriscono nell’attuazione di una sola variante e perciò consentono agli autori o ai loro allievi di continuare ad ispirarsi allo stesso modello, creando racconti necessariamente imparentati tra loro grazie ai denominatori comuni che condividono come variazioni sugli stessi temi metodologici e morali.

Il modulo fornisce le competenze autoriali per creare insieme più racconti audiovisivi interrelati tra loro, e per ricavare, da classici della cinematografia o di altre forme di narrazione artistica, i modelli archetipici e logici condivisi.

Gli auteur assunti come tutor virtuali per questo modulo sono narratori che, anziché nascondere le tracce della loro composizione per varianti, hanno composto espliciti “esercizi di stile”, regalando agli spettatori il piacere di godere delle loro variazioni su un tema già noto agli spettatori stessi, e invitando altri autori a cimentarsi a distanza con i medesimi modelli logici, aggiungendovi le proprie variazioni.

Per paura di essere omologati a quegli autori che imitano se stessi o a quegli autori che per incapacità elaborativa, cercano di replicare gradi successi creandone aggiornamenti in forma di riduttivi “remake”, gli auteur di solito rendono le loro varianti invisibili, implicite, cioè modificano alcuni elementi nelle loro variazioni per rendere non immediatamente riconoscibili le parentele, e apparire così sempre “originali” agli occhi impreparati dei lettori e dei critici, che nella loro ingenuità non arrivano a comprendere come l’arte nasca dalla riflessione su altra arte, dalla sintesi degli insegnamenti dei maestri, e dalla diversa organizzazione della medesima materia espressiva e narrativa di cui sono fatti tutti capolavori di ogni tempo e luogo.    

Ma alcuni auteur rendono questo gioco compositivo così esplicito da invitare i loro spettatori più preparati a fruire della loro opera in un continuo confronto e nella continua correlazione tra le parti (i film) che la compongono. Al contempo essi sollecitano altri autori a inserirsi in questo «gioco» che esiste da quando esiste l’arte; quel gioco delle variazioni sul tema, con cui gli auteur si parlano tra loro e con cui apprendono da altri auteur, raccogliendo il loro testimone e continuando a creare ulteriori variazioni con le quali possono dichiarare con orgoglio – anziché nascondere con vergogna – la loro discendenza e le loro parentele.

Se alcuni autori già in vita hanno dialogato tra loro anche attraverso i loro film e le soluzioni che hanno sviluppato dai modelli che hanno condiviso, altri hanno creato le loro opere ispirandosi ai loro maestri – non solo cinematografici – e al loro modo di raccontare, cercando di sviluppare proprio alcune interessanti possibilità dei loro progetti inattuate nella realizzazione dei loro capolavori.

Questo modulo integra nel suo programma le competenze di un esperto cantastorie, che sa come manipolare la materia narrativa della tradizione orale, con quelle di un raffinato compositore che, proprio dalla tradizione orale, trae i propri capolavori, creando quelle versioni «definitive» che passano alla storia come gli archetipi a cui tutti i successivi autori si ispirano e da cui imparano a narrare.

 

Modulo 3: Come narrare trasponendo e mettendo in scena cinematograficamente capolavori della letteratura e del teatro

Scrivere per la letteratura, per il teatro, per il cinema: la composizione inter- e trans- mediale. Il problema delle fonti. Come il cinema adatta e trasforma testi artistici preesistenti. L’autonomia del racconto letterario e la dipendenza del progetto drammaturgico dalle sue messe in scena. L’adeguatezza e l’arbitrarietà nella messa in scena. L’interazione tra autori dalla scrittura letteraria, alla messa in scena teatrale, alla messa in scena cinematografica. La traduzione mediale e le trasformazioni del testo. La messa in scena cinematografica degli auteur intesa come interpretazione al contempo rispettosa e originale di un progetto narrativo preesistente

Tutor: Ernst Lubitsch, Max Ophuls, David Lean, Alfred Hitchcock, François Truffaut, Orson Welles, Patrice Leconte, David Jones, Harold Pinter,

Esercitazioni: dai diari privati di Henri-Pierre Roché e Helen Hessel al romanzo Jules et Jim di Henri-Pierre Roché al film omonimo di François Truffaut; dall’Othello di William Shakespeare a quello di Orson Welles; dalla pièce Lady Windermere’s Fan di Oscar Wilde alla messa in scena cinematografica di Ernst Lubitsch; dalla commedia Brief Encounter di Noel Coward al film omonimo di David Lean; dal racconto Widerstand der Wirklichkeit di Stefan Zweig al film Une promesse di Patrice Leconte; dal racconto Brief einer Unbekannten di Stefan Zweig al film Letter from an Unknown Woman di Max Ophuls; da Hamlet di William Shakespeare alle messe in scena cinematografiche di Lawrence Olivier, Grigorij Kozincev, Kenneth Branagh, Akira Kurosawa, Aki Kaurismaki; dalla commedia di Tom Stoppard Rosencrantz and Guildenstern Are Dead al film omonimo dello stesso Stoppard; dal racconto A Christmas Carol di Charles Dickens alla messa in scena cinematografica di Edwin L. Marin al film It’s a wonderful life di Frank Capra, dai drammi shakespeariani Henry IV. Henry V. The Merry Wives of Windsor di William Shakespeare al film Henry V di Kenneth Branagh e al film Falstaff di Orson Welles; dal romanzo Peter and Wendy e dalla commedia Peter Pan di James Barrie alle messe in scena di Walt Disney, di P. J. Hogan, di Steven Spielberg; dai racconti di Henry James The Way It Came, The Beast in the Jungle, The altar of the dead al film La chambre vert di Truffaut; dal racconto epistolare 84 Charing Cross Road di Helene Hanff al film omonimo di David Jones; dalla commedia di Harold Pinter Betrayal al film omonimo di David Jones; dal dramma Djadja Vanja di Anton Čechov al film Vanya on 42nd Street di Louis Malle tratto dalla messa in scena teatrale di Andre Gregory.

Seminario tecnico-specialistico: le forme della scrittura e le forme della messa in scena

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di ricavare nuovi progetti da progetti preesistenti, di concepire racconti cinematografici che riscrivono, correlano ed assumono ad oggetto testi classici scritti con diverse forme espressive e progetti drammaturgici non scritti per il cinema.

Il modulo mira a qualificare una figura professionale che si occupi della elaborazione di progetti narrativi tenendo conto della loro specifica destinazione, letteraria, teatrale o cinematografica, trattandoli quindi come «prodotti finiti» (romanzi) o come «progetti per una messa in scena» (pièce, libretto, script). Questo tipo di «scrittore» deve essere in grado di concepire un progetto e la sua attuazione in una forma di scrittura autonoma come quella letteraria ma anche un progetto che consenta ad altri autori di ricavarne diverse interpretazioni e messe in scena per il teatro di prosa, per il teatro musicale, per il cinema, autori capaci di trasformare la sua scrittura monoespressiva in una scrittura propriamente multiespressiva. In questo senso questo tipo di scrittore deve essere in grado di rivolgersi tanto a un destinatario finale, fruitore del suo romanzo quanto a un destinatario intermedio regista di una messa in scena tratta dal suo progetto fornendo a quest’ultimo tutte le informazioni necessarie per comprendere le intenzioni autoriali e studiare modi per rappresentarle adeguatamente con ulteriori mezzi espressivi.

L’intento di questo Modulo è quello di offrire competenze interdisciplinari a un auteur «multiplo», capace da un lato di riconoscere le affinità strutturali che legano testi tradizionalmente separati da classificazioni settoriali, e dall’altro di sfruttare diverse fonti testuali per sviluppare un progetto «originale» che le ripertinentizzi come riferimenti intertestuali nella creazione di nuove varianti di un medesimo modello, elaborando cioè idee provenienti da una tradizione artistica che oltrepassa il cinema per dar vita a propri progetti che a quella tradizione si riferiscono.

La composizione è infatti qui affrontata anche come «riscrittura» da un medium a un altro e come esplicitazione della rete di correlazioni intertestuali che ogni progetto intesse, implicitamente o esplicitamente, con il patrimonio mnemonico di conoscenze testuali (in ogni campo artistico) che l’autore e il lettore possiedono. Imparare a riconoscere e a sfruttare queste correlazioni arricchisce il testo, fruito o prodotto, di un valore aggiunto che la semplice lettura-scrittura non possiede.

 

Modulo 4: Come narrare in forma di Film-Saggio

Scrivere per conoscere e per spiegare. La composizione artistico-scientifica come sintesi per narrare in forma artistica   indagini e scoperte scientifiche, e per favorirne la conoscenza. La tradizione del racconto filosofico dalla letteratura al cinema. Il problema della difficile integrazione tra conoscenza scientifica e narrazione artistica. Come il cinema, attraverso i suoi personaggi e le sue storie, fa dialogare studiosi appartenenti a epoche e mondi distanti tra loro, esplicitando correlazioni e sollevando interrogativi per investigare la natura delle correlazioni stesse.

Tutor: Orson Welles, Roberto Rossellini, Alain Resnais, François Truffaut.

Esercitazioni: dalle riflessioni di falsari, artisti e studiosi sul processo della falsificazione, al film di Orson Welles F for Fake, dagli studi del Dr Jean Itard sui ragazzi selvaggi e dagli studi di Bruno Bettelheim sull’autismo infantile al film di François Truffaut L’enfant sauvage; dagli studi di Philippe Erlanger e di Peter Burke sul sistema di governo di Luigi XIV al film antropologico di Rossellini La prise de pouvoir par Louis XIV; dagli studi sul francescanesimo di Maria Sticco a Francesco Giullare di Dio di Roberto Rossellini; dallo studio sugli effetti della guerra sui modi di vita di una popolazione compiuti da Edgar Morin nel suo saggio L’An zéro de l’Allemagne al film di Rossellini Germania Anno zero; dagli studi di Henri Laborit sui meccanismi di difesa dell’animo umano al film di Alain Resnais Mon Oncle d’Amerique.

Seminario tecnico specialistico: la scrittura scientifica, il saggio come forma narrativa.

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di narrare ciò che si è compreso studiando testi scientifici, e di trasformare la forma narrativa saggistica, oggettiva e impersonale, nella forma soggettiva, dialogata e drammatizzata, della narrazione in form di romanzo, di commedia, di melodramma, di film.

Oggetto di studio di questo Modulo è anche quell’abilità, propria degli auteur, di dare alla narrazione una forma adeguata alla complessità dello studio scientifico, di rappresentare, cioè, attraverso le voci interiori ed esteriori dei personaggi, la molteplicità di livelli e prospettive dell’analisi scientifica, e di lasciare che la forma dialogata porti maieuticamente il lettore a trarre da solo conclusioni correlando le informazioni fornitegli.

Il modulo mira a qualificare una figura professionale che si occupi della elaborazione di progetti narrativi che possano funzionare da adeguate introduzioni a questioni di carattere scientifico senza cadere nella «divulgazione»; cioè in quella operazione massmediologica di «riduzione» e «sostituzione» dei testi scientifici per renderli paradossalmente «comprensibili» a chi non è preparato per comprenderli; quella pericolosa operazione che, offrendo succedanei, illude il fruitore di aver compreso con poco sforzo oggetti complessi, lo allontana dalla conoscenza e disincentiva lo studio mentre lo convince di aver già acquisito l'”essenziale” (“Tutto quello che avreste voluto sapere su … in poche pagine o in poco tempo di ascolto/visione”)

Il modulo si occupa di studiare come gli auteur riescono a introdurre gli spettatori nel labirinto di questioni, di interrogativi e di studi su una materia che richiede la preparazione e il tempo necessario per trattarla come merita; come essi riescono a invogliare i fruitori dei loro racconti filosofici a continuare l’indagine e l’esplorazione al di fuori di essi.

L’intento di questo Laboratorio è quello di offrire competenze interdisciplinari a un auteur che si riconosca come un umanista che abbia a cuore la sua stessa preparazione quanto quella dei propri fruitori. In questa prospettiva egli deve avere come primi interlocutori proprio gli scienziati che studiano le cose di cui egli vuole parlare. Solo in questo modo può evitare che la comunicazione, attraverso la narrazione audiovisiva appaia come uno scimmiottamento di oggetti a lui estranei di cui si occupa che solo gli scienziati ne possano parlare … tra loro. In questo modo l’auteur umanista può anche evitare che i pessimi divulgatori della cultura di massa finiscano per appropriarsi della circolazione delle conoscenze e contribuiscano al degrado culturale anziché contrastarlo, sostituendo alla conoscenza scientifica il senso comune del sentito dire.

La composizione è qui affrontata come scrittura al confine tra arte e scienza, come una forma di narrazione che da un lato deve rispettare la fondatezza e il rigore del discorso scientifico e dall’altro deve coinvolgere lo spettatore in un racconto a più voci che lo appassioni con la stessa suspense di una narrazione finzionale, drammatizzando la materia trattata per farne una storia esemplare, un racconto in forma di apologo, una riflessione ad alta voce con tutta la molteplicità di piani e di prospettive di un processo sia in senso conoscitivo che comunicativo.

 

Modulo 5: Come narrare in forma seriale o reticolare

Scrivere senza fine: La composizione testuale e quella iper-testuale, la costruzione e l’architettura del racconto come oggetto autonomo e al contempo come parte di un oggetto più complesso. Il problema dei confini del testo. Il cinema pensato per luoghi e modi di fruizione oltre le sale. Come la Televisione e la Rete hanno consentito di realizzare e distribuire progetti potenzialmente senza fine. La serialità e la reticolarità dalla narrazione letteraria a quella cinematografica a quella ipermediale.

Tutor: Ingmar Bergman, Frank Capra, Krzysztof Kieslowski, Claude Lelouch, Eric Rohmer, Alain Resnais, Roberto Rossellini, Steven Spielberg, Jacques Tati, François Truffaut, Jaco Van Dormael, Orson Welles, Taylor Sheridan, Robert e Michelle King, Stephen Moffat, Stephen Poliakoff

Esercitazioni: studio della struttura narrativa di progetti come il ciclo cinematografico di Charlie Chaplin dedicato al Vagabondo, il ciclo cinematografico di François Truffaut dedicato alle Avventure di Antoine Doinel, il ciclo cinematografico di Jacques Tati dedicato alle avventure di Monsieur Hulot, il ciclo cinematografico di Eric Rohmer “Commedie e proverbi”, la serie per la tv “Dekalog” di Krzysztof Kieslowski, il film La belle Histoire di Claude Lelouch, Mr Nobody di Jaco Van Dormael, il ciclo cinematografico di Steven Spielberg dedicato a Indiana Jones; il film “India Matri Bhumi” e la serie per la tv “L’India vista da Rossellini” di Roberto Rossellini; il doppio film Smoking e No Smoking di Alain Resnais, i progetti filmici “Scene da un matrimonio” e “Fanny e Alexander” di Ingmar Bergman nelle versioni per il cinema e in quelle per la tv; il progetto polienciclopedico rosselliniano, le sue serie televisive e suoi i film intrecciati con esse; le serie «televisive» e le serie per le piattaforme dai primi esperimenti alle serie firmate da auteurs come Robert and Michelle King, Stephen Moffat, Aaron Sorkin, Stephen Poliakoff, Taylor Sheridan: Columbo, Jack and Bobby, Shooting the  Past, Garrow’s Law, Lie to me, Dickensian, The West Wing, The Newsroom, The good wife, The good fight, This is Us, Manhattan, The Americans, Homeland, The Capture, Sherlock, Your Honor, 1883.

Seminario tecnico-specialistico: Racconto chiuso o Racconto implementabile? Le soluzioni  autoriali e le soluzioni editoriali.

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di esplorare, attraverso la realizzazione di più racconti concatenati, le potenzialità narrative di un progetto la cui attuazione richiede un’articolazione più ampia di quella concessa ad un film per il grande schermo, e non può essere esaurita da un unico racconto.

Il modulo si occupa di quella forma di narrazione che considera il racconto come parte di un’opera potenzialmente infinita, implementabile con nuovi racconti generati dalla sua stessa struttura progettuale.

Lo studio di questa forma di narrazione costringe a ridefinire il concetto di «serie» come «esercizio di stile» e il concetto di   «enciclopedia» come «rete di relazioni iper-testuali».

All’interno di un’opera autoriale così intesa ogni racconto che la compone è fruibile autonomamente ma acquista ulteriore senso se considerato anche in relazione con gli altri, con cui crea una «serie» o una «rete enciclopedica».

Questa tela ipermediale vuole fornire da un lato le competenze metodologiche generali necessarie per l’elaborazione di una struttura narrativa seriale o reticolare; dall’altro le competenze specifiche per adattare la struttura ai diversi media a cui è destinata.

La composizione seriale o reticolare permette di rileggere e riscrivere i testi come sviluppi di un medesimo modello e come reciproche trasformazioni.

 

 

Modulo 6: Come narrare in forma quasi documentaria

Scrivere per comunicare, scrivere per conoscere: la composizione documentaria e la comunicazione in presenza di referenti extratestuali. Il problema del referenzialismo. Come la narrazione audiovisiva si riferisce a o inventa una realtà esterna ad essa. La transizione da informare a documentare a pubblicizzare. Il problema del realismo: verosimiglianza e credibilità, astrazione e descrizione, ordinario e straordinario.  Come il cinema degli auteur riesce a rendere credibile lo straordinario e incredibile l’ordinario. I livelli della finzione, la finzione implicita e la finzione esplicita. Come il cinema rifunzionalizza materiale documentario di repertorio. Il documentario ipotetico e il falso documentario, il film finzionale composto con materiali documentari preesistenti.

Tutor: Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Alain Resnais, Roberto Rossellini, Steven Spielberg, François Truffaut, Orson Welles, Werner Herzog

Esercitazioni: Tabù di Friedrich Wilhelm Murnau; Nanook of the North, Man of Aran, Elephant Boy di Robert J. Flaherty; Fantasia sottomarina, Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero, l’Età del ferro, Cartesio, Pascal di Roberto Rossellini; Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo, Appunti per un film sull’India, Le mura di Sana’a, la forma della città di Pier Paolo Pasolini; Van Gogh, Nuit et brouillard di Alan Resnais; L’enfant sauvage di François Truffaut; À Propos de Nice di Jean Vigo; Schindler’s List, Saving private Ryan di Steven Spielberg; I clown, Amarcord, Roma di Federico Fellini; Citizen Kane, It’s all true, F for Fake, Around the world, di Orson Welles; Little Dieter Needs to Fly, Rescue Dawn, The White Diamond, Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog

Seminario tecnico-specialistico: Dalla digitalizzazione dei documenti analogici al trattamento dei documenti digitali.

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di creare rappresentazioni tanto verosimili e adeguate da poter «documentare» sia storie ipotetiche sia storie realmente accadute. Inoltre mostra sia come da materiali eterogenei tratti dalla realtà si possano creare complessi racconti immaginari sia come quei racconti immaginari possano rappresentare adeguatamente la complessità di alcune storie vere.

In questa prospettiva il modulo invita a esplorare il vasto territorio delle storie leggendarie, dove ricordi, testimonianze, e documenti storici si incontrano e si fondono in ricostruzioni ipotetiche e sogni ad occhi aperti. Il modulo consente di apprendere in che modo gli auteur riescano a far convivere nella loro opera la Storia e le storie, la ricostruzione filologica del nostro passato, lo studio antropologico del comportamento umano, e gli archetipi narrativi che dalla tradizione orale delle favole, dei miti e dei proverbi, sono giunti fino a loro attraverso i classici della narrazione artistica che se ne sono nutriti. Così i fruitori di questo modulo possono studiare come gli auteur riescano a  raccontare, attraverso nuove sintesi di arte e scienza, i complessi e universali meccanismi di funzionamento dell’animo umano.

Questo modulo mira a fornire al narratore una nuova competenza, quella di «documentatore», che va ad aggiungersi alle altre necessarie per diventare un auteur. Grazie a questa competenza egli può usare tutte le forme espressive e mediali per rappresentare, in un unico discorso, quel labirinto di informazioni depositate (su supporti o nella mente umana), tanto reali quanto immaginarie, che solo la «memoria elaborativa» – quando viene ben allenata e sviluppata – può gestire creando mirabili sintesi artistiche.

In questo Laboratorio si studia come sia possibile documentare non solo una realtà esistente al di fuori dei confini del testo, ma anche una realtà ipotetica che esiste solo all’interno del testo; e come la «forma documentaria», non dipendendo dalla realtà extratestuale, vada appresa e praticata come una modalità discorsiva, come un effetto che riguarda la forma e non la materia del discorso; un modo con cui si può riuscire riesce a rendere credibile persino il fantastico, l’incredibile.

Da questo Modulo si apprende come si possa essere «auteur» anche nel caso si intenda elaborare un progetto documentaristico; un tipo di racconto in cui la materia trattata non solo preesiste al testo ma, per la sua importanza, rischia di sovrastarlo. Nel modulo si apprende anche che la qualità e l’intelligenza del «metatesto» documentario non dipende dalla qualità o dall’intelligenza dell’oggetto di cui si parla. Questo modulo rivela inoltre che nel progetto documentario la finzione non è assente (non vale l’opposizione realtà/finzione) ma è implicita (vale cioè l’opposizione finzione implicita/finzione esplicita). La forma documentaria viene qui studiata e praticata come una forma di narrazione al pari delle altre; un modo di narrare in cui la materia non è tratta solo dall’arte ma anche dalla realtà esterna ad essa, e in cui il racconto può essere utilizzato per rappresentare riflessioni di più studiosi su aspetti di realtà storiche esterne preesistenti al racconto stesso.

Il modulo costituisce anche un’occasione per riflettere sull’idea stessa di «storia» come racconto al passato, come narrazione che attinge alla materia depositata dei ricordi, delle testimonianze, dei diari e di altre informazioni documentate di prima mano; un racconto in cui l’osservatore e studioso si fa narratore, cantastorie, per assumere ad oggetto di discorso, oltre che di studio, storie già narrate o da lui stesso vissute; storie in cui l’esperienza conoscitiva si trasforma in esperienza comunicativa, in cui dal coinvolgimento si passa allo straniamento, in cui dalle informazioni raccolte si ricavano e si rappresentano nuove informazioni, congetture, conclusioni, che il cantastorie documentarista deve saper argomentare attraverso una narrazione insieme artistica e scientifica.

Come tutti i moduli di questo Sistema di studio, anche questo non considera solo i casi estremi che oppongono il racconto di pura finzione a quello considerato un vero documentario. Proprio per consentire all’utente di apprendere le capacità necessarie per muoversi liberamente oltre questi confini e al di là delle rigide classificazioni per generi, il modulo prende in esame quelle soluzioni narrative elaborate dai maestri che sfuggono anche alle categorizzazioni con cui si è cercato di ricondurre le loro opere adottando espressioni come fanta-scienza o docu-fiction. In questo modulo ci interessa spiegare mostrare e insegnare come gli auteur riescano a creare opere che possiedano tanto le qualità di un racconto universale senza tempo, epico, mitologico, fiabistico quanto quelle di un racconto che fornisce una complessa e argomentata riflessione da più punti di vista su storie riconducibili ipoteticamente al mondo i nostri avi hanno vissuto la loro storia.

 

Modulo 7: Come narrare in forma mono o multi espressiva

Scrivere ottimizzando l’uso dei mezzi espressivi e mediali: la composizione a più piani narrativi ed espressivi. Il problema dell’autonomia e dell’integrazione espressiva e mediale. Come il cinema d’arte supera l’opposizione monomedialità / multimedialità. Economia e complementarità delle soluzioni espressive: dal dire poco con molto al dire molto con poco. Dal cinema di sole immagini al cinema come coreografia di soluzioni multiespressive. Il problema dell’adeguatezza delle soluzioni. Il rapporto tra soluzioni espressive e soluzioni narrative. Come il cinema può raccontare storie complesse utilizzando immagini in movimento e musica. Il testo come partitura poliespressiva: l’orchestrazione di più voci espressive come scrittura polidimensionale.

Tutor: Busby Berkeley, Charlie Chaplin, Jacques Demy, Walt Disney, Stanley Donen, Sergej M. Ejzenstein, Alfred Hitchcock, Buster Keaton, Gene Kelly, Ernst Lubitsch, Vincente Minnelli, Steven Spielberg, Jacques Tati, Billy Wilder

Esercitazioni: The Student Prince, The Merry Widow di Ernst Lubitsch; Jour de fete di Jacques Tati; City Lights di Charlie Chaplin; Vertigo di Alfred Hitchcock; Les deux anglaises et le continent di François Truffaut; Josephine di Jacques Demy; Silly Symphonies, Snow White, Fantasia, di Walt Disney; Singing in the rain di Stanley Donen e Gene Kelly; Invitation to the Dance di Gene Kelly; The Artist di Michel Hazanavicius; Rigoletto di Giuseppe Verdi nella versione cinematografica di Jean-Pierre Ponnelle; Madama Butterfly di Giacomo Puccini nella versione cinematografica di Jean-Pierre Ponnelle; Tristan und Isolde di Richard Wagner nella versione cinematografica di Jean-Pierre Ponnelle.   

Seminario tecnico-specialistico: Dall’impaginazione dei testi letterari illustrati alla regia multimediale dei testi multiespressivi

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di sviluppare il maggior numero di soluzioni con il minor numero di elementi lavorando altrettanto bene con la mono- e con la poli – espressività.

Il Sistema che sviluppiamo in questo Laboratorio deve insegnare come sfruttare separatamente diverse forme espressive imparando a narrare per mezzo di sole parole, di sole immagini, o di soli suoni, (come i maestri della letteratura, delle messe in scena radiofoniche o del cinema muto). Al contempo deve insegnare come usare insieme più forme espressive, in reciproca interazione, evitando la ridondanza e rappresentando adeguatamente la complementarità dei piani narrativi.

Ciò che sviluppiamo in questo Laboratorio mostra che non c’è discontinuità tra lo studio del cinema di sole immagini, dei   maestri del «segreto perduto», e di quello poliespressivo, dei tempi della multimedialità.

Il modulo assume come riferimento l’esperienza multimediale pre-elettronica sviluppata dalla lunga tradizione dell’opera letteraria illustrata, dell’opera lirica, e del musical, per la quale il progetto narrativo è concepito come una composizione multiespressiva sin dalla fase ideativa, distribuendo le informazioni tra diversi piani espressivi come una partitura a più voci non ridondanti ma complementari tra loro.

In questo modo si studia tanto la concezione di opera totale wagneriana quanto la concezione coreografica della narrazione multiespressiva verdiana quanto la nascita del musical cinematografico con i capolavori lubitschiani, quanto ancora la produzione cinematografica di autori che hanno saputo trasformare il cinema in racconto musicale per immagini in movimento, fondendo la recitazione con il canto, le azioni sceniche con in ballo, i movimenti di macchina con la coreografia.

 

Modulo  8: Come narrare in forma meta-narrativa

Scrivere sulla scrittura artistica: La composizione metatestuale. Narrare storie e narrare di come si narrano le storie. Il   problema della comprensione del testo artistico.  Come il è studiato il cinema degli auteur, come lo si insegna, cosa coglie chi lo fruisce senza un’adeguata preparazione. Il problema dell’esplicitazione delle regole del gioco.  Come il cinema artistico parla della narrazione artistica. I livelli di articolazione del testo.

Tutor: Alan Ayckbourn, Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Alain Resnais, François Truffaut, Orson Welles

Esercitazioni: Stage Fright, Rope, Vertigo di Alfred Hitchcock, La nuit américaine, Le dernier metro, Othello, Filming Othello di Orson Welles

Seminario tecnico-specialistico: Mettere in scena una messa in scena. La “trappola per topi”

Il modulo è dedicato alla capacità autoriale di creare racconti artistici che narrino storie di artisti e di loro capolavori portando l’attenzione al processo creativo e ai meccanismi di funzionamento dei capolavori stessi; quella rara capacità di parlare anche di progettazione attraverso la propria opera narrativa e di parlare di anche di metodologia analitica attraverso la propria opera saggistica.

Questo modulo mira a formare autori-studiosi capaci di far nascere nuove soluzioni narrative ed espressive dallo studio di soluzioni esistenti; autori capaci di dare forma saggistica al racconto e forma narrativa al saggio, non solo adoperando in questo duplice senso la messa in forma letteraria per condurre e pubblicare studi sulla loro stesa attività, ma anche realizzando, implicitamente o esplicitamente, «film-saggi» dedicati alla narrazione e alla messa in scena.

Il modulo si rivolge inoltre a studiosi interessati a indagare i modi e gli strumenti per esplorare e indagare la narrazione artistica; interessati cioè a fare della metodologia l’oggetto oltre che lo strumento di studio, e l’oggetto di metadiscorsi che costituiscano il presupposto metodologico di qualunque studio sulle opere degli auteur.

Lo studio della metascrittura possiede inoltre un valore meta-didattico in quanto insegna ad insegnare, utilizzando insieme la forma analitica e quella sintetica in un metalinguaggio al contempo scientifico e artistico.

Questo modulo, che completa il piano formativo del Sistema di Studio, mostra e spiega come, per gli auteur, l’opposizione tra racconto e metaracconto sia superata dalla loro concezione di «racconto multiplanare», che, mentre narra storie, narra anche «come si raccontano le storie».

Nei loro racconti, concepiti a più livelli narrativi, i protagonisti sono personaggi che coltivano vere e proprie ambizioni «autoriali». A volte sono presentati come doppi degli stessi auteur all’interno del testo, vestendo (persino autobiograficamente) i panni di personaggi-autori alle prese con la creazione artistica. Più spesso si caratterizzano come strateghi, autori di progetti per trasformare nel bene o nel male le situazioni in cui l’autore li ha calati, insieme ad altri dotati delle qualità per agevolare o ostacolare i loro piani. In ogni caso i protagonisti sono sempre personaggi «giocatori», che non si limitano cioè a sfruttare le opportunità offerte loro implicitamente dal caso, ma disputano esplicitamente partite molto complesse con il «Destino-autore», raccogliendo le sfide lanciate loro nel corso del racconto e battendosi contro altri personaggi-autori non meno preparati per mettere alla   prova le loro capacità autoriali.

I protagonisti dei racconti artistici degli auteur si distinguono non solo perché riescono a compiere piccole o grandi imprese, che con l’esempio possono cambiare il mondo; ma anche perché le loro strategie li qualificano come giocatori esperti in grado di dirigere altri personaggi, di trattarli come veri e propri attori per attuare i loro complessi piani autoriali.

A questi protagonisti, predestinati a diventare personaggi «leggendari», gli auteur consentono di acquisire, attraverso una serie di prove, le capacità straordinarie necessarie per mettere in scena delle vere e proprie «trappole per topi». E anche se le loro narrazioni e le loro messe in scena rimangono implicite nel racconto – non finiscono cioè su un palcoscenico – non sfuggono tuttavia all’attenzione di uno spettatore dotato anch’egli di capacità elaborative, preparato a cogliere, nell’opera degli auteur, anche una lezione di metodo, di strategia, di gioco narrativo.