Un laboratorio di narrazione, scrittura poliespressiva e messa in scena sotto la guida virtuale di Eduardo De Filippo

- per indagare le forme della scrittura drammaturgica e della messa in scena lavorando sull’opera del maestro dei maestri e su quella dei grandi interpreti che hanno studiato soluzioni eccezionali per portarla in teatro e sullo schermo, rispettandone e valorizzandone le soluzioni con adeguate invenzioni sceniche, 

- per studiare da più prospettive e scena per scena capolavori che sono diventati gli archetipi narrativi con cui ogni autore deve confrontarsi per farne oggetto di variazioni implicite o esplicite; gli oggetti ideali per ricavare insegnamenti metodologici universali e realizzare Sistemi di Studio Reticolare adeguati a ridare voce a Shakespeare, in veste di maestro degli autori del futuro.

Introduzione    Articolazione

Ogni Multi-Laboratorio che dedichiamo ad un autore è potenzialmente illimitato nella sua articolazione, ma ogni Sistema di Studio Reticolare che ricaviamo dal Laboratorio ha una gestazione che richiede molto tempo e molte risorse e non ci permette di poter programmare diversi titoli in tempi ragionevoli. Non passa mai meno di un paio di anni  dal momento in cui studiamo le soluzioni autoriali e le correlazioni con cui l’autore crea legami interni  ed esterni a un suo racconto, fino al momento in cui meta-narrando sotto forma di lezioni tutto quanto abbiamo appreso studiando, iniziamo a sviluppare il Sistema per far interagire reticolarmente gli strumenti e gli oggetti di studio. 

Così abbiamo deciso di dare avvio al Multi-Laboratorio con alcuni titoli che ci permettano di esplorare la rete delle storie varianti tessuta da Eduardo partendo ogni volta da un racconto che immediatamente non sembri correlabile con gli altri. Così ci stimoleremo e ci sfideremo a ricercare, nella sua struttura, i denominatori comuni e le correlazioni in base alle soluzioni elaborate da Eduardo stesso per comporre storie varianti in base ai medesimi principi di narrazione. 

Un’altra ragione per cui abbiamo scelto questi titoli è che sono quasi tutti - salvo forse l’ultimo - molto famosi, e quindi vi costringeranno a fare i conti sia con i vostri i pregiudizi e automatismi, sia con i luoghi comuni che accompagnano il teatro di Eduardo da quando è diventato un fenomeno culturale di grande successo. Utilizzando i Sistemi che vi metteremo a disposizione nei nostri ambienti di studio imparerete a fare a meno delle riduttive letture ideologiche sociologiche e pedagogiche con cui avete sentito giudicare i suoi capolavori e con cui forse anche voi stessi li avete letti, distrattamente e superficialmente, quando ne avete goduto una prima volta senza coglierne tutta la complessità. I nostri Sistemi vi guideranno nell’esplorazione e nell’indagine dell’opera di Eduardo e vi aiuteranno ad apprendere le competenze dello stesso autore per poter osservare con i suoi stessi occhi la sua opera.

Per ogni commedia di Eduardo confronteremo le sue soluzioni registiche (le diverse regie tra loro, ove disponibili), con le soluzioni narrative e con la sua recitazione. Esploreremo le correlazioni interne, e quelle esterne nella sua opera e in quella dei suoi interlocutori a distanza. Quindi per ogni titolo costruiremo un Sistema di Studio Reticolare che collegherà, scena per scena, le articolazioni del suo testo alla rete delle domande e delle risposte dell’intreccio - con cui faremo emergere i mutamenti nel carattere dei personaggi in base ai conflitti interiori - e alle lezioni che condurremo secondo i diversi principi narrativi utilizzati da Eduardo per costruire le soluzioni narrative con cui ha rappresentato tutte le svolte dell’intreccio.

Il Piano di Lavoro

 

Natale in Casa Cupiello è forse la più bella variazione sul tema del candore e dell’innocenza che Eduardo De Filippo ci abbia lasciato in eredità per comprendere la sua lezione insieme metodologica e morale. Più precisamente può essere considerata come un compendio delle argomentazioni drammatizzate di uno dei più grandi autori-studiosi dell’animo umano, intorno a: le intenzioni e gli esiti imprevisti, il conforto delle menzogne, le verità insopportabili, il tormento della consapevolezza, il coltivar convinzioni e allontanare dubbi, il celare l’implicito e il proteggere l’inconsapevole, il mondo felice dei sognatori e quello infelice degli incapaci di sognare, i tradimenti della fiducia e i tradimenti della memoria, la debolezza delle speranze e la forza delle illusioni, il candore infantile e l’innocenza perduta, le menzogne credibili e le verità incredibili, le beffe dei personaggi e dell’ironia della sorte.

 

Filumena Marturano è il racconto della ricerca delle verità inconfessabili, del peso dei veri dubbi e delle false certezze, del conforto dell’ignoranza e del tormento della consapevolezza, della colpa rimossa e del senso di colpa incancellabile, delle conoscenze che non si trovano e di quelle che si trovano senza cercarle, della crescita nella ricerca e della pretestuosità degli obiettivi che perdono di valore nella ricerca stessa per lasciare il posto ad altri più interessanti e appaganti. In questo caso il candore e l’ingenuità dell’omino spaesato e indifeso, che Eduardo continua a mettere in situazioni straordinarie e più grandi di lui, vengono messi in crisi solo per essere ritrovati con il coraggio di una disarmante confessione delle umane fragilità.

 

Questi fantasmi è il racconto dei miracoli e delle magie, delle beffe e degli inganni, dell’umiliazione e del riscatto, della fortuna immeritata e di quella da meritare. Il candore dell’omino sempre in piedi riesce per una volta a sconfiggere - ma sempre a sua insaputa -  le trame che si tessono sotto i suoi occhi miopi. La sua innocenza  contagiosa gli permette di compiere il miracolo del pentimento e della redenzione mentre egli continua a coltivare l’idea che la magia del luogo, in cui si trova fortunosamente a vivere, premi le sue servili premure per i pericolosi fantasmi che è convinto che lo infestino. Ma i fantasmi della coscienza vengono a perseguitare solo chi ha perso l’innocenza, e lui non può perderla neppure in situazioni estreme e imbarazzanti, per gli altri, come quella in cui si trova coinvolto, sempre senza volerlo.

 

Le voci di dentro è la variazione perfetta sul tema del sogno rivelatore, o meglio dei rapporto tra sogni a occhi aperti e sogni a occhi chiusi. Persino la finzione esplicitata di un sogno scambiato per realtà riesce, in questa commedia dell’assurdo verosimile, a smascherare la finzione implicita negli inganni ideati da uomini che hanno perso la loro umanità e che lottano come animali  per sopravvivere, e le  loro cattive intenzioni inattuate ma attuabili. Ma anziché rivelare verità esteriori e delitti punibili dalla legge, l’ostinata ricerca dei colpevoli da parte del donchisciotte creato da Eduardo porta alla luce inconfessabili verità interiori, avvelenamenti dell’animo, assassini dell’innocenza, sensi di colpa piuttosto che colpe, intenzioni pericolose piuttosto che azioni sconsiderate. Questa commedia è anche la più articolata  riflessione filosofica drammatizzata che Eduardo ci ha voluto lasciare in eredità, per indagare insieme a lui quella terra di confine tra il ricordo e l’immaginazione, dove la memoria elaborativa manipola la stessa materia dei sogni, dei ricordi, dei desideri, delle creazioni artistiche, creando storie ipotetiche verosimili e convincenti proprio come ogni racconto ben composto e ben narrato, quale è questo testo di Eduardo che ospita i sogni e le congetture, ritenute folli anche quando sono vere, del suo amato protagonista. Quest’ultimo infatti, come tutti i sognatori a occhi aperti, non sa vedere quello che accade intorno a lui, ma sa prevedere quello che può accadere quando si smette di sognare e si accetta la vita come è, in tutte le sue miserie e brutture.

 

L’arte della Commedia è il titolo che, per i nostri interessi metodologici, più amiamo trattare. La commedia è composta infatti come una meta-rappresentazione che oscilla tra l’implicito e l’esplicito. Il testo surreale che Eduardo ha composto introduce lo spettatore a un vero e proprio racconto filosofico, senza tuttavia mai costringerlo a rinunciare ai piaceri inesauribili della commedia umoristica. Come il capolavoro meta-narrativo di Lubitsch To Be or Not to Be il suo testo esplora, per variazioni, tutte le gradazioni tra il recitare per sopravvivere e il vivere per recitate. Con questo racconto che per certi versi ricorda il degno commiato shakespeariano dalle scene con la sua Tempesta (che peraltro Eduardo ha tradotto per farne una sua versione), il nostro amato cantastorie sembra invitarci a ricercare le correlazioni con tutti i progetti, non solo suoi, in cui i personaggi attori e i personaggi autori, espliciti ed impliciti, si confrontano tra loro alla vana ricerca di scoprire chi recita per davvero. E il nostro omino, pur continuando a conservare il candore e l’innocenza che lo contraddistinguono, sembra ora finalmente armato di una saggezza straordinaria - quella del suo autore fuori dal testo - che lo rende meno indifeso del solito, più capace di fronteggiare le sventure che la sorte gli regala, anche in questo caso, per dargli modo di conquistarsi il ruolo di eroe che merita. Un ruolo che il doppio di Eduardo nel testo raggiunge non con una sola definitiva impresa ma un po’ alla volta, di commedia in commedia. Come Eduardo ci insegna, le commedie procedono a piccoli passi, per sfumature, evitando i contrasti netti e le sfide decisive della tragedia, e questo racconto sembra l’ultimo tassello per comprendere la ricchezza e la complessità dell’opera dell’autore più amato ma al contempo sottostimato del nostro teatro. Perciò da un lato ci adopereremo per scoprire per noi e per voi, e da un altro vi insegneremo a capire e a rappresentare, come Eduardo riesca, proprio come Chaplin, a farci contemporaneamente commuovere e sorridere mentre seguiamo le gesta del suo omino e siamo già in attesa di seguire una sua nuova disavventura.