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1. Studiare l'antica arte di diffondere e raccogliere, riscrivere e riraccontare favole e fiabe senza tempo

Lo studio dei rapporti profondi tra Favole e Proverbi per scoprire come le une diano una forma narrativa dialogata e drammatizzata e gli altri una forma logica e normativa alla medesima materia di conflitti morali universali su cui si esercita la saggezza popolare.

La trasformazione delle favole e delle fiabe, da strumenti educativi per l'infanzia a compagni di viaggio per la vita a materia espressiva e narrativa per creare capolavori artistici.

Come le raccolte di favole e fiabe classiche possono diventare lo strumento per formare i cantastorie e insegnare loro l’arte e la scienza di riscrivere, mettere in scena e interpretare i progetti immortali dei grandi maestri della tradizione umanistica.

I nostri progetti dedicati a quei piccoli racconti per l'infanzia che sono diventati dei «classici», perché da secoli si tramandano, si rielaborano, si rieditano, si illustrano e si animano grazie al lavoro paziente di raccoglitori, editori, autori e metteur en scene che contribuiscono a renderli immortali custodendoli come patrimonio di tutta l’umanità.

Favole e Proverbi: Tutta la saggezza del mondo

Uno dei progetti più ambiziosi di questa bottega è nato dalla collaborazione con il grande antropologo Alberto Mario Cirese, nostro maestro e mentore. Il progetto comprende una serie di strumenti e prodotti per studiare e rappresentare la complessa rete di relazioni logiche che lega implicitamente due fenomeni - le favole e i proverbi - che affondano le radici nella cultura orale popolare di ogni paese e insieme costituiscono la materia narrativa ed espressiva per la più alta narrazione artistica in ogni sua forma. Di essi esistono ampie raccolte, redatte in base alle popolazioni e alle tradizioni in cui sono stati riscontrati. Questi due fenomeni di solito sono studiati separatamente e non come due facce della medesima medaglia. In questo progetto se ne studiano invece le implicite correlazioni; si studiano cioè i modi con cui le favole drammatizzano i proverbi manipolando la medesima materia narrativa, costituirà da quei conflitti morali che, come costanti universali, ispirano tanto le favole quanto i proverbi. Il progetto, mentre ci consente di realizzare un nuovo sistema di studio della narrazione che invita a scoprire modelli e meccanismi universali propri di ogni capolavoro artistico, al contempo ci stimola a comporre un piccolo manuale di educazione sentimentale, classificando quella materia dei conflitti interiori che alimenta tanto i proverbi quanto le favole. Inoltre il progetto ci sprona a portare un contributo agli studi demo-etno-antropologici continuando l’attività svolta da Cirese in merito alla rigorizzazione metodologica degli strumenti di indagine delle scienze umane. Scopri di più sul progetto

 

Quando eravamo animali, o della fatica di diventare uomini. Le favole morali di Esopo, Fedro, La Fontaine, Grimm

Il progetto riguarda una serie di strumenti per studiare e rappresentare la complessa architettura delle piccole e apparentemente semplici favole classiche di tradizione orale, sia nelle versioni letterarie più famose che nelle trasformazioni artistiche dalle molteplici forme espressive, come le versioni animate disneyane. Il progetto nasce dallo studio di quelle «favole di animali antropomorfi e di uomini zoomorfi» che trasformano miti e leggende di diverse Civiltà in un breviario di motti e proverbi, «drammatizzati» letterariamente da autori come Esopo, Fedro e ancora dai Grimm e da Jean De La Fontaine; sono i racconti brevi che la tradizione umanistica, da secoli, ha assunto come primo compendio sui vizi e sulle virtù dell’uomo da sottoporre alle nuove generazioni. Queste favole sono state riscritte e messe in scena implicitamente o esplicitamente da ogni grande autore, che ne ha fatto propri sia gli archetipi narrativi sia i meccanismi di funzionamento. La doppia natura dei personaggi, semi animali o semi umani, costituisce un modo per ottenere un coinvolgimento e insieme un distacco del lettore/spettatore che, nelle loro disavventure, può riconoscersi mentre riconosce i dilemmi, i conflitti morali universali che muovono le azioni e le reazioni dei personaggi e producono gli effetti e gli effetti collaterali del racconto. Se le maschere della commedia dell’arte sono costruite proprio sui tratti dei personaggi ibridi di queste favole, ogni racconto morale e filosofico che indaghi e rappresenti in forma drammatizzata e dialogata i conflitti profondi dell’animo umano ha contratto con queste favole un debito di riconoscenza. Non c’è capolavoro artistico costruito in forma di racconto esemplare che non sia riconducibile a queste storie e che non consideri i propri personaggi eredi di quei personaggi polimorfi. Scopri di più sul progetto

 

Miracoli, magie e imprese leggendarie di Natale. Le storie della piccola fiammiferaia, del piccolo Tim e del piccolo spazzacamino raccontate da Andersen, Dickens, Britten

Il progetto riguarda alcune storie tradizionali delle festività natalizie che sviluppano in modo parallelo i destini di personaggi che avrebbero potuto incontrarsi nella medesima notte in cui la loro vita stava per subire svolte irreversibili; storie sospese tra realistico e fantastico, tra magia e sogno, adatte a stimolare le capacità elaborative dei piccoli e grandi lettori. Questi racconti sono fatti per far immaginare l’inimmaginabile, per far inseguire i pensieri di personaggi che vagano tra ricordi e immaginazioni attraverso una narrazione che predilige il terreno dell’ipotetico e del condizionale. Se il Canto di Natale ha dato vita a innumerevoli edizioni illustrate e a film con attori e di animazione nonché a implicite riscritture che hanno fatto propri i viaggi nel tempo e nelle vite ipotetiche del vecchio Scrooge, La piccola fiammiferaia ha dato vita tra l’altro a un piccolo gioiello di animazione musicale realizzato da un team di artisti che hanno voluto rendere omaggio alla serie delle Silly Symphonies con cui il loro maestro Walt Disney, ispirandosi alle favole di tradizione orale, portò il cinema di animazione al livello artistico raggiunto dal teatro d’opera. E infine Il piccolo spazzacamino di Britten, sviluppando in forma di drammaturgia musicale i brevi componimenti di William Blake dedicati alle tristi storie dei piccoli spazzacamini nella medesima Londra di Dickens, ci consente di riprendere il filo dei racconti dedicati ai piccoli eroi - quelli invisibili e apparentemente fragili - a cui abbiamo dedicato un progetto specifico. Scopri di più sul progetto

 

I racconti brevi di Roberto Rossellini o l'arte del cantastorie al tempo del cinema

Il progetto riguarda una serie di strumenti per indagare l'antica arte della variazione sul tema attraverso il dialogo tra alcune favole classiche e le riscritture cinematografiche realizzate da un autore contemporaneo particolarmente attento al mondo dell’infanzia. Roberto Rossellini ha infatti messo in scena in scena, in forma di cortometraggi, alcuni racconti archetipici per l’infanzia, riscrivendoli e creando collegamenti impliciti con le numerose versioni che, in altre forme espressive e mediali, anticipano o seguono il suo stesso lavoro. Si tratta di un'esplicita riflessione sulla necessità che il cinema, soprattutto quando intende raggiungere livelli artistici, contragga debiti con quel mondo narrativo pensato per l'infanzia che costituisce la fonte di ispirazione primaria per qualunque grande artista, necessaria per creare i propri personaggi e modellare i propri drammi. Il progetto - che fa parte anche del Laboratorio specifico dedicato al progetto umanistico rosselliniano - si propone di studiare in che modo ogni grande racconto stabilisca correlazioni anzitutto con quell'universo di favole di tradizione orale e poi con quello della letteratura per l'infanzia di cui ogni autore si è nutrito e da cui trae ispirazione anche senza saperlo. In questo senso i racconti brevi di Roberto Rossellini possono essere riletti come nuove versioni di quei piccoli racconti immortali resi famosi dai cantastorie e dai raccoglitori di fiabe per l'infanzia, giunti fino a noi attraverso le più famose raccolte di fiabe di ogni Paese. Scopri di più sul progetto

 

Riscoprire le favole: le Silly Symphonies o le favole musicali animate di Walt Disney

Un progetto pensato per favorire la ricerca di quei principi universali della narrazione e della composizione poli-espressiva che trovano una applicazione rigorosa nei brevi racconti animati musicali di Walt Disney nati dalla riscrittura delle fiabe classiche. Perfetti esempi di composizione a più mani, di scrittori, illustratori, musicisti, le ”Silly Symphonies” invitano alla riscoperta delle favole classiche riscrivendole, nel rispetto dei progetti autoriali, in forma di cortometraggi musicali animati. Questi piccoli gioielli mentre insegnano come raccontare una favola con ogni mezzo espressivo, fanno venir voglia di tornare a leggere le raccolte originali a cui lo stesso Disney si ispira esplicitamente. Le Silly Symphonies vanno considerate come una palestra per la mente immaginativa di un bimbo ma anche per quella di un bravo narratore che da esse, dal loro ricordo indelebile e dallo studio sistematico dei loro meccanismi, può trarre gli insegnamenti necessari per perfezionare l’arte e la scienza della narrazione artistica multiespressiva. Ogni Silly Symphony, per quanto minimale, è costruita infatti come una vera e propria opera musicale, articolandosi su più piani narrativi, rispettando la complementarità dei piani espressivi, e ricercando soluzioni adeguate per ognuno di essi. Da questi piccoli grandi capolavori possono essere appresi i presupposti necessari per arrivare preparati allo studio delle opere musicali, di quegli indiscussi capolavori universali che traggono ispirazione proprio dalle favole, dalla materia narrativa ed espressiva di cui esse sono fatte, dalla scrittura a più mani dei loro autori, dagli archetipi narrativi che costituiscono le radici di ogni civiltà. Scopri di più sul progetto

 

Una favola tira l'altra, o dell'arte di cucire le storie tra loro. L'invenzione di Shahrazād per mille e una notte di favole senza fine

Una serie di strumenti per imparare a usare la memoria elaborativa come straordinaria macchina generatrice di racconti fantastici. Non può mancare in questa Bottega un progetto specificamente dedicato alle fiabe de “Le mille e una notte”, per studiare le straordinarie capacità, insite in esse, di concatenare storie e di far nascere le une dalle altre in un gioco di collegamenti espliciti e di sviluppo di potenzialità che aiuta a comprendere la complessa macchina generativa delle fiabe di origine popolare e delle loro trasformazioni artistiche. Una rappresentazione di come l’arte salvi la vita e non viceversa, di come l’arte incanti proprio come un’incantesimo facendo leva sul desiderio infantile di riprovare lo stesso piacere ascoltando storie apparentemente simili ma al contempo varianti di un medesimo progetto. Un elogio della capacità dei grandi autori di costruire universi narrativi personaggi e storie che possono moltiplicare le potenzialità di un grande progetto narrativo ma anche un elogio delle capacità dei grandi cantastorie di interpretare i grandi racconti facendo emergere la loro ricchezza e cucirli tra loro per aggiungere il valore delle correlazioni implicite. Un viaggio alla ricerca delle invarianti narrative tra le radici della cultura narrativa di civiltà che hanno dialogato più di quanto i lettori siano disposti a credere, alimentando vicendevolmente il patrimonio di forme e modelli da cui l’arte continua a trarre linfa vitale. Scopri di più sul progetto

 

Il mondo incantato delle grandi fiabe di magia nelle versioni letterarie, illustrate, animate e musicali di Basile, Afanasev, Grimm, Perrault, Andersen, Disney

Le avventure e le disavventure, gli eroi e gli antagonisti, le virtù e i vizi, gli stratagemmi e gli incantesimi che hanno reso indimenticabili le fiabe della nostra infanzia. Tra i progetti che intendiamo sviluppare in questa Bottega ve ne è uno dedicato a quelle “fiabe di magia” che hanno lasciato impressi nella memoria di ognuno di noi sia gli universi incantati in cui agiscono i nostri personaggi preferiti, sia i tratti indelebili di quegli eroi ed eroine che, con l’aiuto di maghi e fate, riescono sempre, con sacrifici e imprese straordinarie, a superare gli ostacoli sovrumani creati da streghe e regine malvagie. Queste favole di magia sono state l’oggetto privilegiato di illustratori, pittori e musicisti, drammaturghi e cineasti che, stimolati da quei temi, hanno contribuito a creare una quantità di opere d’arte tutte indirette promotrici di un auspicabile ritorno allo studio dei «classici per l’infanzia», necessario fondamento dello studio della narrazione artistica in ogni sua forma. La magia delle favole è qui esplicitata dalle favole di magia, dove i meriti morali dei personaggi umani sono premiati dagli aiuti magici di personaggi fatati che intervengono a riportare la giustizia in un mondo simile al nostro dominato dall’ingiustizia. Questo tipo di narrazione, basata su un equilibrio perfetto tra tra realistico e fantastico, mette alla prova le capacità elaborative e previsionali dei lettori/spettatori, che, come in un gioco di ruolo, devono immaginare le mosse e le contromosse dei personaggi, immedesimandosi e comprendendo le ragioni e le intenzioni che muovono le loro azioni in sfide senza fine.  Scopri di più sul progetto